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29 Gennaio 2026 - 08:53
NAPOLI. L'Abbac esprime forti perplessità riguardo alla proposta dell'amministrazione comunale di un ulteriore aumento di 1 euro dell’imposta di soggiorno. Questa proposta è stata discussa in un incontro tenutosi mercoledì a Palazzo San Giacomo, alla presenza degli assessori al bilancio, Baretta, e al turismo, Armato. L'Abbac, rappresentata dal presidente Agostino Ingenito e dal consigliere Alessandro Jesu, ha manifestato la propria contrarietà a questo incremento, sottolineando che non è giustificabile né sostenibile per il settore extralberghiero.
«Se il Comune intende davvero aumentare l'imposta, dovrebbe farlo a carico dei grandi alberghi, non delle nostre strutture che offrono un'accoglienza a prezzi accessibili, fondamentali per attrarre flussi turistici di medio e basso target» afferma Ingenito. Inoltre, l'Abbac evidenzia che il Comune non ha ancora pubblicato l'elenco delle spese legate all'imposta di soggiorno, la quale, per sua natura di tassa di scopo, dovrebbe garantire servizi di accoglienza e decoro. Tuttavia, questi servizi continuano a essere carenti e non costanti.
Dal 1 gennaio 2026, il Comune avrebbe dovuto ripristinare la tariffa precedente di 3 euro, dopo l'aumento dello scorso anno che aveva portato le tariffe a 4,50 euro per l'extralberghiero e 5 euro per le locazioni brevi. Invece, ha mantenuto le tariffe attuali e ora intende nuovamente aumentarle, in parte a causa del prelievo percentuale previsto dalla finanziaria 2026 del Governo. «Con i flussi turistici in calo nei primi mesi dell'anno, chiediamo che questo aumento venga annullato o, in alternativa, che venga applicato solo agli ospiti di alberghi a 5 stelle» afferma Ingenito.
L'Associazione critica anche l'assenza di misure concrete contro l'abusivismo e il controllo degli omessi versamenti. «Ci chiediamo che fine abbia fatto il software promesso dall'amministrazione Manfredi due anni fa per il recupero dei versamenti evasi da chi gestisce strutture irregolari» aggiunge Ingenito. Infine, l'Abbac ribadisce l'importanza di una tassa di soggiorno modulare che consenta tariffe più basse nei quartieri periferici, avvertendo che l'aumento durante il Giubileo ha già causato ripercussioni negative sui flussi turistici, riducendo i giorni di permanenza e spingendo i visitatori verso località con tariffe più basse o senza imposta.
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