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30 Gennaio 2026 - 08:24
NAPOLI. La gestione della spesa per i dispositivi medici a Napoli e in tutta Italia sta diventando un'emergenza economica che rischia di minare la stabilità del sistema sanitario.
Secondo il Quaderno 2025 della Corte dei Conti, nel 2024 la spesa pubblica ha toccato il record di 8,3 miliardi di euro, con un incremento del 6,3% rispetto all'anno precedente. Il dato più allarmante riguarda proprio il Sud: la Campania guida la classifica nazionale con un balzo della spesa del +15,9%, un picco che mette in luce l'inefficacia degli attuali strumenti di controllo nella realtà di Napoli e delle altre province campane.
Il sistema del payback, nato per contenere le uscite imponendo alle aziende di ripianare gli sforamenti, si è rivelato un fallimento strutturale. Tra il 2019 e il 2024, lo scostamento dai tetti prefissati ha raggiunto i 10,5 miliardi di euro, alimentando un massiccio contenzioso legale che ha paralizzato il settore.
Per evitare il default delle imprese fornitrici degli ospedali campani, il governo è dovuto intervenire nell'agosto 2025 riducendo i pagamenti dovuti al 25% e istituendo un fondo straordinario da 360 milioni di euro per coprire il buco finanziario.
Questo scenario evidenzia l'inadeguatezza di un tetto di spesa fissato al 4,4%, ormai anacronistico di fronte all'invecchiamento della popolazione e all'innovazione tecnologica necessaria nei presidi sanitari di Napoli. La logica dei rinvii e degli aggiustamenti tampone non è più sostenibile.
Mentre il dibattito pubblico spesso si concentra su polemiche mediatiche di minor impatto, la vera sfida per la sanità di Napoli e della Campania resta la definizione di tetti di spesa realistici che non soffochino le imprese innovative e garantiscano cure d'eccellenza.
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