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Salerno
30 Gennaio 2026 - 08:26
SALERNO. I carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, insieme ai carabinieri dei Comandi Provinciali territorialmente competenti, hanno dato esecuzione nelle province di Salerno, Napoli e Caserta, a una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di dodici soggetti (otto ai domiciliari e quattro obblighi di dimora), per il reato di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Contestualmente è stata data esecuzione al sequestro di due impianti coinvolti, otto automezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti e la complessiva somma di circa 530mila euro, profitto dei reati di traffico organizzato e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
L’applicazione della misura cautelare è giunta dopo gli interrogatori preventivi disposti dal giudice per le indagini preliminari per gli indagati, autisti, organizzatori dei trasporti, intermediari e gestori formali e di fatto delle società responsabili. Le indagini, coordinate dalla Procura di Salerno e condotte dai Carabinieri del Noe di Napoli, sono iniziate nell’ottobre 2023.
Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero realizzato uno smaltimento illecito di rifiuti speciali pericolosi e non - in prevalenza scarti del trattamento dei rifiuti speciali-industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata di rifiuti solidi urbani - provenienti da impianti della provincia di Napoli e Caserta, avvalendosi di società di intermediazione del settore, al fine di conseguire l’ingiusto profitto rappresentato dal risparmio di spesa derivante dalla mancata attivazione delle procedure di gestione dei rifiuti prescritte dalla legge.
Il traffico illecito di rifiuti si sarebbe realizzato seguendo tre flussi diversi: il primo, eseguito attraverso la raccolta dei rifiuti industriali presso l’isola ecologica ed il successivo conferimento nell’impianto pubblico dello Stir di Battipaglia; il secondo effettuato attraverso l’abbandono dei rifiuti in siti anche di particolare pregio naturalistico, alcuni delle quali al di fuori della Campania; il terzo, consistito nell’interramento dei rifiuti a Roccadaspide in un’area di pertinenza di una azienda suinicola, con conseguente, imponente deturpamento e danneggiamento delle zone interessate.
Le condotte sarebbero state attuate anche grazie alla classificazione fittizia dei rifiuti da parte degli impianti di produzione, con redazione di falsa documentazione indicante operazioni di trasporto e conferimento mai effettuate e false fatturazioni al fine di giustificare il trasporto ed il successivo abbandono degli scarti industriali in siti abusivi.
Il procuratore della Repubblica vicario, Rocco Alfano, ha sottolineato che «le società portavano e abbandola Campania. Un altro metodo seguito era quello dell’interramento presso terreni di Roccadaspide, ai confini del Cilento dove, peraltro, nei pressi di questo terreni vi era un’azienda di allevamenti di suini. Oggi possiamo dire di aver posto un freno a questa attività criminale molto pericolosa».
Dal canto proprio, il colonnello Pasquale Starace, comandante del Gruppo Carabinieri Tutela Ambientale di Napoli, ha spiegato che «lo smaltimento di questi tipi di rifiuti non è solo un elemento che caratterizza la Campania ma è una problematica che si estende a livello nazionale e internazionale. Sono aumentate anche le spedizioni di rifiuti dall’Italia verso paesi esteri e da qui è partita l’indagine. Spesso capita che la tipologia di questi rifiuti, spediti all’estero, sia talmente differente da quella che viene dichiarata che ci sono parecchi respingimenti che aiutano noi ad attivare tutti gli alert necessari per poi ricostruire l’intera filiera».
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