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Storia e identità

La regina Maria Sofia Amalia protagonista a Monaco di Baviera

Serata a 100 anni dalla morte della duchessa di Wittelsbach, consorte di Francesco II di Borbone. Il principe Carlo: «Donna eroica, coraggiosa, coerente»

Regina Maria Sofia Amalia protagonista a Monaco di Baviera

Maria Sofia Amalia, ultima regina del Regno delle Due Sicilie

NAPOLI/MONACO DI BAVIERA. La storia della sorella piccola dell'imperatrice Sissi, che fu regina del Regno delle Due Sicilie, Maria Sofia Amalia, è tanto appassionante che tutti i bambini vorrebbero sentirla narrare. Bellissima duchessa in Baviera, del casato Wittelsbach, fu sposa 17enne dell’altrettanto giovane re Francesco II di Borbone, 23enne.

Fu eroica, coraggiosa, compassionevole e intrepida. Dal Regno alle trincee dell'ultimo assedio a Gaeta (1860-61) e poi all'esilio, Maria Sofia si preoccupò sempre del “suo” popolo napoletano, calabrese, siciliano. Ed è per renderle omaggio, a 100 anni dalla sua morte, che una delegazione di napoletani e tanti meridionali residenti a Monaco di Baviera si sono riuniti nella patria di origine di Maria Sofia. La cerimonia in onore dell’ultima regina di Napoli si è svolta nella prestigiosa sede della Ludwig-Maximilians-Universität (LMU), organizzata dall’Accademia Napoletana di Studi Storici, presieduta da Giancarlo Rinaldi, in collaborazione con il Consolato italiano a Monaco.

«Fu eroica, se pensiamo che a Gaeta (nella battaglia dell'ultima difesa del Regno, ndr) non solo curava i feriti, anche sfidando i colpi di cannone, ma era al loro fianco anche per infondere sostegno psicologico a coloro che combattevano. È stata una grande regina - ha affermato il principe Carlo di Borbone-Due Sicilie (nel video in alto) – ed io, tra pochi giorni, sarò a Gaeta, il 14 e 15 febbraio, per celebrare quella ricorrenza annuale, nel 165esimo anniversario. La regina Maria Sofia era molto giovane, insieme con suo marito, e non è stato per loro un momento dei più facili. Ma oserei dire che sono andati via forzatamente con una grande dignità».

Nella sala del Senato accademico della LMU, il Console generale d’Italia a Monaco, Sergio Maffettone, presto ambasciatore in una nuova sede all’estero, ha riunito ospiti di rilievo. Oltre a Carlo e Francesco di Borbone-Due Sicilie, il duca Franz di Baviera, capo della casa Wittelsbach, il ministro per gli Affari europei del land bavarese Eric Beisswenger, insieme a quasi un centinaio di ospiti. L’Università è stata rappresentata dalla vice-rettrice, l’italiana Francesca Biagini.

È stata proprio la professoressa Biagini a tratteggiare con vera passione la personalità della sovrana dalla quale, ha riferito parlando della «capacità e volontà di tenere sempre fede alle proprie scelte», ha trovato fonte di ispirazione anche nel corso della sua carriera accademica in un Paese straniero.

ITALIANI A MONACO: DA LAVORATORI NELLE MINIERE A GIOVANI LAUREATI

A margine dell'evento, il Console generale d'Italia a Monaco, Sergio Maffettone, ha tracciato un breve bilancio dei suoi 3 anni di attività per gli italiani in Baviera, con un'analisi dei cambiamenti economico-sociali della comunità italiana, che diventa sempre più giovane, qualificata ed esigente. «Si è passati dai lavoratori che avevano iniziato nelle fabbriche, nelle miniere, nel settore della ristorazione a una presenza molto cambiata. Ora ci sono sempre più giovani laureati nel settore dell'ingegneria, dell'aerospazio, dell'ambiente - ha spiegato il Console Maffettone - Sono giovani che si integrano sempre di più e contribuiscono allo sviluppo della Germania. Alcuni di questi rientrano anche in Italia, assicurando un ciclo completo di cui beneficia anche il nostro Paese». 

Sull'iniziativa culturale in ricordo della Regina Maria Sofia, quindi ha spiegato: «Ha un significato storico, culturale e accademico. Non è un caso che si svolga qui, nella principale Università di studi umanistici della Baviera, una delle due prime della Germania, insieme al Politecnico di Monaco. Il senso è di ricordare la figura storica di una eroina che, caso ha voluto, fosse membro della casata dei Wittelsbach, un tempo regnante in Baviera».

«L'intento è anche ricordare i valori comuni che sono alla base dell'Unione Europea - ha proseguito - Ovviamente si parla di sistemi politici diversi. All'epoca c'era un'aristocrazia e ora c'è la democrazia. Ma il fatto che un tempo le casate fossero connesse tra di loro, con i vari matrimoni, ha contribuito a creare un intreccio e una condivisione di valori, di ideali e culture che sono stati poi il substrato alla base della creazione dell'Unione Europea. C'è un motivo per cui, quando si va in giro per il mondo, ci si accorge di trovarsi bene a parlare con gli europei. Se vai in Asia o in America c'è qualcosa che unisce tutti gli europei». 

ll console italiano a Monaco, napoletano orgoglioso della sua terra, ha ricordato quindi «la mostra bellissima alla Reggia di Caserta, fino al 20 aprile, intitolata "Regine" e che vuole, sullo stesso filone della nostra iniziativa molto accademica, ripercorrere le tappe dei fili che legavano le dinastie di queste regine, che nascevano in un casato e poi si spostavano per motivi matrimoniali in un altro. E, naturalmente, contribuivano ad avvicinare i due regni e, quindi, indirettamente, i due popoli».

L'INTERVISTA: COSI' MARIA SOFIA AMALIA FU REGINA E, PRIMA ANCORA, BAMBINA, GIOVANE ADULTA. INFINE,  ANZIANA

"Amo in lei la bellezza e la dignità della tragedia" scrisse il giornalista Giovanni Ansaldo in un'intervista alla Regina 83enne che lo ricevette "in piedi accanto al suo tavolo da lavoro, dritta come il fusto di un giovane pino... sotto la frangia dei capelli bianchi e l'arco grande e perfetto delle sopracciglia...". A 80 anni, Maria Sofia andava ancora a cavallo. Brani dell'intervista che furono pubblicati dal Corriere della Sera il 3 novembre del 1924, sono stati letti durante la serata dall’attrice Alexandra Dobre. Una parte dei contenuti dell'intervista fu considerata "sensibile" per il contesto politico dell'epoca, per alcuni passaggi critici verso la Casa Savoia. 

Ma da giovane adulta, com'era alla corte di Napoli? "Brillante, seducente, la regina Maria Sofia a un anno dalle nozze è il centro di un risveglio mondano. Ricevimenti, spettacoli di gala, feste danzanti e pubbliche cerimonie cominciano a susseguirsi nella capitale con la presenza dei reali e del loro seguito e le sue passioni (nuoto, cavallo, scherma) suscitano curiosità e ammirazione per la nuova regina". La descrive così enciclopediadelledonne.it, che aggiunge: pratica "la ginnastica, la danza, riceve una solida educazione musicale e una formazione al gusto estetico secondo i modelli ereditati dalle corti europee d’antico regime. È molto affascinata dalla fotografia: una passione che le rimarrà tutta la vita. Come la sorella Elisabetta, Sissi, futura Imperatrice d’Austria, è solita girare da sola per la città e fumare piccoli sigari in pubblico. Non rispetta l’etichetta di corte e coltiva i rapporti umani, che intrattiene anche con persone umili. Fin da ragazza è esuberante, indipendente, anticonformista, nonostante i tentativi della madre Ludovica di frenarne gli eccessi".

Lei, nell'intervista di Ansaldo, così si descrive da bambina, quando viveva insieme con le sue sorelle in Baviera "...la regina Elisabetta del Belgio è mia nipote... ed è anche la mia preferita, perché la più vivace, la più audace, quella che da bambina somigliava di più a noi, le sorelle Wittelsbach, quando bambine eravamo anche noi, nella casa di mio padre, in Possenhofen", il castello della sua famiglia in Baviera. Una regina che amava gli animali: cavalli, cani e pappagalli erano la sua passione.

E come si comportò durante l'assedio a Gaeta? "Divenne un mito come la regina-soldato e il simbolo stesso della resistenza del Regno delle Due Sicilie durante il lungo assedio piemontese della piazzaforte di Gaeta, dove si espose costantemente al fuoco nemico e assistette di persona i feriti", scrive il sito del Sacro Militare Ordine di San Giorgio.

Un ricordo della "regina-soldato", della modernità e della passione con cui partecipava alle vicende del Regno delle Due Sicilie, lo ha tracciato Francesco di Borbone-Due Sicilie. A margine della conferenza su Maria Sofia Amalia, ha gentilmente tradotto per il ROMA la vice-rettrice Francesca Biagini.

I DOLORI DI UNA DONNA

Il 24 dicembre 1869 la regina Maria Sofia Amalia e re Francesco II di Borbone ebbero una figlia, Maria Cristina Pia, che morì il 28 marzo 1870. Durante la Prima Guerra Mondiale, Maria Sofia non dimenticò i "suoi napoletani". Aveva 70 anni e si aggirava tra i feriti chiedendo notizie dei soldati meridionali che avvicinava e curava personalmente. Nessuno conosceva l'identità della fiera e anziana signora che parlava con accento misto tedesco-napoletano.

"A Napoli no - confidò nella sua intervista da 80enne - non ho più avuto il coraggio di tornare, soffrirei troppo".

MUSICA AL PIANO E ONORIFICENZE

Durante la serata dedicata a Maria Sofia, ci sono stati anche interventi musicali del pianista Stellario Fagone e del soprano Brigitte Bayer, che hanno offerto interpretazioni molto applaudite di classici della canzone come “ ‘A vucchella”, “Marechiare” e “Torna a Surriento”, accanto ad arie di Puccini e Giuseppe Giordani.

Mentre, tra i discendenti dei Borbone e i discendenti dei Duchi di Baviera, c’è stata per l’occasione la concessione di onorificenze. Il Principe Carlo ha insignito dell’Ordine di San Gennaro, la più importante decorazione dei Borbone-Due Sicilie che è riservata ai Capi di Stato, il duca Franz di Baviera.

MESSA DI REQUIEM
Per la Regina di Napoli una Messa di requiem è stata celebrata il 27 gennaio nella chiesa di Ognissanti della Croce.

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