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L'attacco

«Salario minimo, foglia di Fico»

Forza Italia si scaglia contro la proposta del neopresidente: «Operazione di facciata che indebolisce contrattazione collettiva»

«Salario minimo, foglia di Fico»

NAPOLI. Una foglia di fico. È così che Forza Italia liquida il provvedimento con cui la Giunta regionale campana ha scelto di aprire la legislatura, presentandolo come legge sul salario minimo. Un’etichetta che, secondo gli azzurri, non regge alla prova dei fatti e che finisce per trasformare un tema serio come il lavoro in un’operazione di propaganda.

A dirlo senza giri di parole è Maurizio Casasco, responsabile nazionale del Dipartimento Economia di Forza Italia, intervenuto ieri nella conferenza stampa convocata nella sede regionale del partito.

«Il recente disegno di legge sbandierato come salario minimo non è niente di tutto ciò – ha affermato – si tratta dell’attribuzione di un punteggio premiale agli appaltatori che si impegnano ad applicare una retribuzione minima oraria non inferiore a nove euro, addirittura lordi».

Per Casasco il nodo è evidente: «Già esiste una norma che obbliga gli appaltatori ad applicare le retribuzioni previste dai contratti collettivi maggiormente rappresentativi, peraltro superiori ai nove euro l’ora. Sarebbe sufficiente applicare la legge esistente».

Da qui l’accusa di demagogia: «La proposta di Fico appare come una semplice mossa per nascondere inefficienze che, con un governo di centrodestra, avrebbero potuto essere affrontate meglio. Siamo tornati a una situazione in cui mancano contenuti e crescita economica, fondamentali per creare posti di lavoro e migliorare i contratti. Un contratto collettivo di qualità è necessario per equilibrare gli interessi dei datori di lavoro e del sindacato, che deve svolgere un ruolo di protezione per i lavoratori».

Casasco insiste sulla distinzione tra salario minimo per legge e salario minimo collettivo di qualità:  «Si parla di un premio per gli appaltatori che già garantisce un salario minimo, senza benefici reali per i lavoratori. A nove euro lordi, un importo già previsto dallo Statuto dei lavoratori, sarebbe sufficiente applicare la legge esistente».

E aggiunge: «È importante distinguere tra salario minimo per legge e salario minimo collettivo di qualità, che deriva dai contratti collettivi. Il salario minimo proposto non tiene conto di molte situazioni indirette legate alla retribuzione, come tredicesima, quattordicesima e benefici vari. Il governo ha già intrapreso azioni per detassare straordinari e migliorare il welfare».

Il responsabile economico azzurro chiude con uno sguardo al Mezzogiorno: «Il Sud Italia ha la possibilità di crescere. La nostra occupazione è al 63 per cento, ma restano forti disparità tra Sud e Nord. Gli investimenti nel Sud stanno dando risultati, come nel caso delle Zone economiche speciali. È fondamentale continuare a incentivare gli investimenti per migliorare occupazione e salari».

Netto anche il giudizio del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Massimo Pelliccia. Il provvedimento viene definito «una marchetta elettorale», con l’accusa alla maggioranza di usare il lavoro come bandiera ideologica.

Sulla stessa linea il senatore Francesco Silvestro, segretario provinciale di Napoli.«Il lavoro povero va combattuto con determinazione, ma non con slogan o operazioni di propaganda. È necessario togliere ossigeno a chi abbassa i salari e a chi applica contratti pirata». Silvestro richiama anche il contesto europeo: «In Europa il salario minimo legale è adottato in 22 Paesi, ma in sistemi diversi dal nostro. In Italia la tutela passa dal rispetto dei contratti collettivi e da controlli seri negli appalti».

Un rilievo tecnico che diventa politico arriva dalla consigliera regionale Giusy Panico: «La proposta sul salario minimo ha un forte sapore politico e propagandistico e rischia di trasformare un tema serio come il lavoro in una bandiera ideologica. Intervenire per legge in un ambito di competenza delle parti sociali indebolisce la contrattazione collettiva e può produrre effetti opposti a quelli annunciati. In Campania, nella maggioranza degli appalti pubblici, i Ccnl già prevedono retribuzioni superiori ai nove euro. La vera criticità è la clausola di invarianza finanziaria: se non comporta nuovi costi, i salari non aumenteranno, se invece li produce è necessario individuare coperture precise».

A margine dell’incontro con i giornalisti interviene infine il segretario regionale Fulvio Martusciello. Lo sguardo si sposta sulle elezioni comunali di primavera. «Domani (oggi ndr) avremo la prima riunione tra i segretari regionali della coalizione per scegliere in anticipo e in modo condiviso».Castellammare viene indicata come monito.«Bisogna fare attenzione a imbarcare liste civiche senza identità e alzare l’asticella».

Poi l’affondo sullo stallo in Regione.«La Giunta si fregia di aver varato il disegno di legge sul salario minimo, ma dove lo manda se la Commissione lavoro non esiste?». Poi nel dibattito irrompe l’ex governatore della Campania e suggerisce «un confronto, sia con le organizzazioni sindacali tutte sia con le organizzazioni imprenditoriali» e sottolinea anche che «bisogna stare molto attenti ed evitare che quello che è un problema reale diventi un tema propagandistico».

Vincenzo De Luca, nel corso della consueta diretta Fb, parla del disegno di legge della Regione Campania guidata da Roberto Fico sul salario minimo.«La povertà salariale è un problema drammatico in Italia, è un problema reale da affrontare – ha sottolineato – suggerisco di avere un confronto, è un tema delicato».

«Il salario va garantito ma ci sono tanti aspetti da prendere in considerazione – ha aggiunto – ad esempio quando si determina una strettoia e la piccola impresa non ce la fa, c’è il lavoro nero. Ecco perché bisogna stare molto attenti ed evitare che diventi un tema propagandistico. Serve un dibattito reale, ragionando molto nel merito».

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