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L'emergenza
31 Gennaio 2026 - 08:38
NAPOLI. L'emergenza infrastrutturale a Napoli Ovest non accenna a placarsi ed è di nuovo emergnza. Dopo la voragine di due metri che giovedì ha bloccato in via Bagnoli, il traffico pesante dei tir diretti ai cantieri dell'America's Cup è stato dirottato su via Cocchia, trasformando in poche ore la strada in un nuovo fronte critico.
Il passaggio incessante dei mezzi pesanti avrebbe causato l'apertura di nuove buche e pericolosi avvallamenti, richiedendo l'intervento d'urgenza dei Vigili del Fuoco, della Polizia Locale e degli operai di Napoli Servizi, impegnati a tamponare i dissesti con l'asfalto fresco. Nel frattempo, giungono notizie rassicuranti sul fronte di via Bagnoli: l'assessore alle Infrastrutture, Edoardo Cosenza, ha confermato che i robot di Abc non hanno rilevato danni al sistema fognario.
La cavità è stata già colmata con materiale speciale e la strada dovrebbe riaprire alla circolazione dei cittadini entro poche ore, non appena i tempi tecnici di assestamento lo permetteranno. Tuttavia, la tensione tra i residenti della zona e il cerchio di quanti lavorano per l’America’s Cup resta altissima.
Gli abitanti di via Cocchia denunciano una situazione ormai insostenibile, segnata da rumori molesti anche durante la notte e dalla comparsa di dense nuvole di polvere nera che si depositano all'interno delle abitazioni provenienti dai camion che trasportano materiale di risulta.
La preoccupazione maggiore riguarda però la stabilità degli edifici: il transito dei camion a pieno carico provoca vibrazioni così intense da essere scambiate per scosse bradisismiche, un timore costante per chi vive nell'area flegrea di Napoli.
La comunità locale chiede a gran voce al Comune di Napoli e al Commissariamento straordinario di individuare percorsi alternativi che non sacrifichino la sicurezza delle strade urbane, nate per il traffico cittadino e non per sostenere il peso di migliaia di tonnellate di materiali da cantiere. Il rischio, avvertono i cittadini, è che l'intera viabilità di questo quadrante di Napoli possa collassare prima ancora dell'inizio delle regate.
Le strade di Bagnoli dunque sono diventate il palcoscenico di una protesta che non accenna a spegnersi, alimentata da un profondo senso di insofferenza della cittadinanza verso la gestione dei cantieri per l'America's Cup. I residenti del quartiere occidentale di Napoli denunciano da giorni un impatto insostenibile sulla vita quotidiana, segnato dal passaggio incessante di tir carichi di materiali che attraversano il cuore dell'abitato a ogni ora, anche durante la notte.
Le vibrazioni provocate dai mezzi pesanti sono tali da scuotere i palazzi, generando panico in un’area già provata dal bradisismo, dove ogni tremolio viene percepito come un possibile segnale di pericolo. A questo si aggiunge l'allarme ambientale per le nuvole di polvere nera che si sollevano al passaggio dei camion, penetrando nelle case e rendendo l'aria irrespirabile. I comitati civici di Napoli ovest e i movimenti hanno organizzato blocchi stradali e presidi permanenti, chiedendo lo stop immediato al transito pesante lungo le vie urbane.
La comparsa di voragini e avvallamenti su via Bagnoli e via Cocchia è stata letta dai residenti come la prova plastica dell'inadeguatezza delle infrastrutture cittadine a reggere carichi così elevati. Intanto il sindaco sindaco Manfredi ha annunciato che il prossimo 3 marzo il Consiglio si riunirà simbolicamente proprio a Bagnoli, per discutere da vicino le problematiche dell'area flegrea, in discussione anche la mediazione con piani di viabilità notturna e scorte della Polizia Locale.
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