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La cerimonia

Anno giudiziario a Napoli, Covelli: «Raddoppiano i procedimenti a carico di minori»

La presidente della Corte d'Appello: urgente investire in politiche strutturate di prevenzione, educazione e intervento tempestivo

 Anno giudiziario a Napoli, Covelli: «Raddoppiano i procedimenti a carico di minori»

Raddoppiano a Napoli i procedimenti penali a carico di minorenni. Cresce in modo significativo il numero di episodi di violenza registrati al tribunale per i minorenni del capoluogo campano, anche di particolare gravità, e di comportamenti devianti connessi all'uso di armi bianche e alla criminalità organizzata.

I processi dibattimentali sono saliti da 226 a 448, come emerge dai dati illustrati durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario dalla presidente della Corte d'Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli. In aumento anche i casi di omicidio e le violenze sessuali di gruppo.

Un ulteriore elemento di forte preoccupazione, definito in parte inedito, riguarda la commissione da parte di minorenni di reati con finalità di terrorismo o eversione. Condotte che, secondo quanto riportato nella relazione della presidente Covelli, vengono realizzate anche attraverso l'utilizzo delle risorse disponibili in rete, capaci di favorire processi di radicalizzazione rapidi e autonomi, al di fuori dei tradizionali ambiti di controllo sociale e familiare.

«Da qui - sottolinea la presidente della Corte d'Appello - l'urgenza e la necessità di investire in politiche strutturate di prevenzione, educazione e intervento tempestivo, nell'ottica della tutela del minore e del suo reinserimento sociale».

POLICASTRO: «USO CRESCENTE ARMI ANCHE TRA I PIÙ GIOVANI»

«L'uso crescente e disinvolto delle armi anche tra i più giovani ci pone di fronte al dramma della criminalità minorile. Nel 2025 la Procura per i minorenni ha iscritto 8 procedimenti per omicidio, 40 procedimenti per associazione camorristica, ben 468 per armi e, addirittura, 4 per terrorismo, dati preoccupanti». Lo ha detto il procuratore generale di Napoli Aldo Policastro, durante il suo intervento.

«Le “stese" - ha aggiunto - i ferimenti e gli omicidi tra giovanissimi sono diventati un tratto ricorrente della cronaca. Non erano mai stati così frequenti né così giovani gli autori e le vittime. Fatti ed eventi criminosi, registrati anche in quei quartieri, come la Sanità e i Quartieri Spagnoli, che una visione ottimistica e una narrazione temo ad uso turistico hanno voluto raccontare come liberati dalla camorra. Essi sono un campanello di allarme potente e ci richiamano bruscamente alla realtà».

Inoltre, ha detto il procuratore generale di Napoli «povertà, povertà educativa, vulnerabilità sociale, assenza di riferimenti adulti, emarginazione, sirene ingannevoli della camorra e disponibilità di armi compongono un mosaico con il quale bisogna fare i conti. La verità è che nessuna istituzione, da sola, può affrontare questa terribile realtà. La magistratura, grazie al lavoro, sapiente e coordinato, della Procura per i Minorenni e della Direzione Distrettuale Antimafia adempie ai suoi compiti egregiamente, non posso qui che ringraziarle entrambe a nome di tutta la comunità».

«Con apprezzabile rapidità vengono individuati contesti e responsabili e adottati i necessari provvedimenti. Ma quando un 15enne entra in una dinamica criminale, è la società intera a fallire. La giustizia interviene quando la ferita è già profonda: il resto delle istituzioni deve intervenire prima. L'indubbio progresso della città e della provincia di Napoli vanno riconosciuti, ma con la consapevolezza che c'è ancora tanto da fare, soprattutto per i più giovani, e non solo e non tanto sul piano della repressione» ha proseguito.

«La Procuratrice per i Minorenni di Napoli - ha concluso - forte della sua esperienza, lo ha più volte ripetuto, non solo repressione per i minorenni ma interventi sociali. L'illusione repressiva porta a rincorrere misure sempre più dure ma sempre con scarsi risultati. Ai giovani vanno offerte opportunità reali per vivere una vita dignitosa se si vuole che scelgano la strada della legalità».

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