Cerca

Arenella

Sventata truffa ai danni di un anziano

Simulando un furto, un finto carabiniere ha comunicato che doveva essere effettuato un controllo a casa

Anziano legato in casa e rapinato, identificati i finti corrieri: due arresti

NAPOLI. Continuano le truffe del finto carabiniere e dell’avvocato fasullo, ma con qualche variante proprio perché le campagne d’informazione e una maggiore sensibilità dei familiari delle vittime hanno messo in apprensione i truffatori, alla ricerca di nuovi metodi per riuscire nell’intervento.

Lo dimostra l’originale tentativo, fortunatamente fallito, di due giovani dichiaratisi appartenenti all’Arma che stavano cercando di convincere un 80enne pensionato del Vomero a consegnare gli oggetti di valore posseduto per stilare una lista e verificare se si trattasse di preziosi rubati.

Ma in casa con l’anziano c’era la figlia 53enne che ha capito il tentativo di raggiro e ha chiamato il 113 dando l’allarme. Sul posto, in via Jannelli, sono accorsi i poliziotti del commissariato Arenella che hanno denunciato a piede libero un 20enne sorpreso all’esterno del palazzo, descritto dettagliatamente dal complice che aveva telefonato alla vittima annunciandogli l’imminente arrivo del carabiniere addetto al controllo.

La polizia ha dunque ricostruito con precisione la vicenda. Un uomo, al momento sconosciuto, ha telefonato a casa dell’80enne che in quel momento era in compagnia della figlia. “Pronto, siamo i carabinieri. C’è stato un furto di gioielli e dobbiamo verificare se lei ne è in possesso, magari dopo averli acquistati senza sapere che sono stati rubati. Tra poco verrà a casa sua un mio collega per il controllo. Arrivederci”.

Il pensionato, presumibilmente rimasto turbato dalla telefonata, ha attaccato la cornetta e ha guardato la congiunta. La quale non ha avuto nessuna esitazione. “Questo è un tentativo di truffa. Ora chiamo la polizia”. Detto fatto e in pochi minuti una Volante del commissariato Arenella ha raggiunto via Jannelli e i poliziotti hanno bussato alla porta della famiglia.

All’esterno però, gli agenti hanno bloccato un giovane “sospetto”, che alla fine degli accertamenti è stato denunciato a piede libero. Ovviamente può anche essere che si tratti di una coincidenza e che nulla c’entri con il tentativo di truffa. Del telefonista, almeno finora, nessuna traccia. Le truffe agli anziani negli ultimi tempi sono diventati una piaga sociale. I tentativi si moltiplicano in tutt’Italia e sono nate diverse organizzazioni specializzate nel campo.

L’organizzazione prevede una centrale telefonica da cui partono le chiamate per pianificare il colpo, un gruppo di “trasfertisti” pronto a recarsi a casa delle vittime per raccogliere soldi o gioielli per evitare a ipotetici familiari degli anziani di finire in carcere. Ecco perché il finto carabiniere compare sempre nella vicenda e spesso si accompagna a un avvocato fasullo.

Va sottolineata l’abilità dei telefonisti a convincere le vittime, che a volte utilizzano anche un ulteriore stratagemma: fanno ascoltare un messaggio di una persona che chiede aiuto con voce disperata. Un complice che rende la situazione ancora più drammatica, facendo leva sui sentimenti e sulla generosità dei nonni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Roma

Caratteri rimanenti: 400

Logo Federazione Italiana Liberi Editori