Cerca

camorra

Faida degli innocenti a Ponticelli, killer e mandanti verso l’ergastolo

Procura all’attacco, chiesta la stangata per Contini junior, Maione e Ceglie

Faida degli innocenti a Ponticelli, killer e mandanti verso l’ergastolo

NAPOLI. Li ha definiti «dei vigliacchi». Sapevano che le vittime sarebbero state delle «facili prede» e nonostante ciò non si sarebbero fatti alcuni scrupolo a premere il grilletto. Il processo chiamato a fare luce sull’ennesima, sanguinosa pagina della faida di Ponticelli approda alla fase clou con la requisitoria del pubblico ministero della Dda Raimondi, che ieri mattina ha chiesto per tre dei sei imputati il massimo della pena: l’ergastolo. Rischio stangata, dunque, per i ras Ciro Contini “’o nirone”, nipote del capoclan Eduardo Contini, Giulio Ceglie e Vincenza Maione. Condanne severe sono state richieste anche per gli altri coimputati: 30 anni di carcere a testa per Michele Minichini e Giuseppe Prisco, 20 anni a testa per Mariarca Boccia e Gabriella Onesto.

Il processo che si sta celebrando con il rito abbreviato davanti al gup Antonino Santoro ha però riservato anche altri importanti colpi di scena, come le confessioni di Ciro Contini e Giulio Ceglie. Minichini aveva invece già ammesso le proprie responsabilità nel corso di un altro processo per il quale era imputato. La Procura, soprattutto in riferimento a “’o nirone”, ha però definito ieri la confessione come «tardiva e strumentale».

La palla passerà nelle prossime udienze al collegio difensivo (composto dagli avvocati Dario Carmine Procentese, Salvatore Impradice, Antonella Regine, Leonardo Lombardi e Sorbilli), chiamato al non semplice compito di limitare i danni per i propri assistiti, a vario titolo accusati di tre omicidi, tra cui quelli di due innocenti. Nell’inchiesta compariva anche la collaboratrice di giustizia Luisa De Stefano “’ a pazzignana”, che con le sue rivelazioni ha dato un impulso importante alle indagini coordinate dalla Dda e svolta dalla Squadra mobile. Il primo omicidio ricostruito è quello di Mario Volpicelli, il 30 gennaio 2016.

Avrebbero partecipato Minichini quale esecutore materiale, Ceglie e Vincenza Maione, in qualità di organizzatrice. L’uomo fu ucciso a colpi d’arma da fuoco mentre rincasava ed era l’obiettivo dei sicari perché zio di Gennaro Volpicelli, presunto autore dell’omicidio di Antonio Minichini, fratello di Michele. Dunque una vendetta trasversale. Il secondo omicidio risolto è quello di Giovanni Sarno, il 7 marzo 2016. Ucciso anche in quel caso per una vendetta trasversale all’interno della sua abitazione con due colpi d’arma da fuoco. Era il fratello incensurato dei ras della cosca da poco diventati collaboratori di giustizia, che avevano accusato di un omicidio Roberto Schisa.

Ciro Contini sarebbe stato l’esecutore materiale, Minichini, Maione e Onesto organizzatori, Mariarca Boccia fece la “soffiata” al commando di killer. Il terzo delitto chiarito riguardava Salvatore D’Orsi, ucciso il 12 marzo 2018 sempre a Ponticelli. “Poppetta” era ritenuto uno spacciatore vicino al clan De Micco. Autori del delitto sarebbero stati in quel caso Minichini e Prisco. Per i presunti responsabili di quella tremenda scia di sangue la stangata è ora dietro l’angolo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Roma

Caratteri rimanenti: 400

Logo Federazione Italiana Liberi Editori