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L'indagine
04 Febbraio 2026 - 07:30
Nella foto i rilievi sulla scena del crimine nel Parco Conocal; nel riquadro la vittima Jlenia Musella, 22 anni
NAPOLI. Una lite improvvisa in strada, un coltello che compare nelle mani di un giovane, la ferita, il sangue, la morte. Jlenia Musella, 22enne di Ponticelli, sognava una vita diversa in un luogo diverso dal Conocal in cui abitava con la famiglia. Voleva lavorare, le piacevano le cose belle come a tutte le ragazze della sua età.
È stata uccisa con un coltello da cucina e inutile si è rivelata la corsa all’ospedale Villa Betania di alcune persone che l’hanno soccorsa in via al Chiaro di Luna all’angolo con via Flauto Magico. La giovane è arrivata già priva di vita: troppo grave e profonda era la ferita inferta dal fendente. La polizia (almeno fino a quando il giornale è andato in stampa) cercava il fratello, resosi irreperibile in serata.
I sospetti si sono appuntati su di lui proprio per questo, ma la sua assenza dal territorio potrebbe anche essere semplicemente una coincidenza. Sul movente nessuna certezza, solo ipotesi al momento al vaglio dei poliziotti della Squadra mobile della questura che con la quarta sezione sta indagando sul tragico caso dopo un primo intervento dei colleghi del commissariato Ponticelli e dell’Ufficio prevenzione generale della questura. Forse un astio pregresso o una discussione sfociata in una violenta aggressione.
Erano le 16,30 di ieri quando è scattato l’allarme contemporaneamente in via Al Chiaro di Luna, dove secondo gli investigatori diverse persone hanno assistito al femminicidio, e al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania. Jlenia è stata trasportata a braccia all’ingresso della struttura sanitaria e affidata ai barellieri.
Poi l’automobile con le persone a bordo si è allontanata e ora gli investigatori stanno cercando attraverso le immagini della videosorveglianza di identificare chi fosse all’interno. Le indagini hanno subito escluso un contesto camorristico. Ilenia era incensurata e non aveva relazioni con pregiudicati o affiliati alla malavita organizzata.
Nemmeno risultano agli atti denunce per stalking o persecuzioni da parte di ex fidanzati o corteggiatori. Così come non sono venute fuori vicende di contrasti con altre ragazze per motivi di gelosia o altro. Così gli investigatori avrebbero imboccato la pista di una lite con persone a lei vicine, forse un familiare.
Nel pronto soccorso si sono riservati in poco tempo parenti, amici e conoscenti della vittima, tutti disperati. C’erano tensione, lacrime e rabbia all’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania di Ponticelli, dove si sono radunate decine di persone alla notizia dell'uccisione di Jlenia Musella, 22 anni, che risiedeva in via Chiaro di Luna, a pochissimi minuti d'auto di distanza. Non si sono verificati però episodi di disordine.
La situazione è stata ben tenuta sotto controllo da polizia e carabinieri. Alcune amiche della ragazza hanno commentato tra le lacrime: «Non è accettabile una morte così. Aveva una vita davanti, non ti dimenticheremo mai». Altre hanno scritto sul suo profilo social: «Resterai sempre nei nostri cuori. Dovevamo fare anche dei viaggi insieme».
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