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L'indagine

Ylenia, il fratello è in fuga: trovata un’auto insanguinata

Giuseppe avrebbe accompagnato a torso nudo la sorella in ospedale, dopo di che è sparito nel nulla

Ylenia, il fratello è in fuga: trovata un’auto insanguinata

I rilievi della polizia, a destra Ilenia Musella

NAPOLI. Corsa contro il tempo per rintracciare il fuggitivo. Giuseppe Musella, fratello di Jlenia e sospettato numero uno per il suo omicidio, ha fatto perdere ogni traccia di sé dopo il delitto. Inquirenti e investigatori stanno però lavorando senza sosta da ieri pomeriggio e, ascoltate alcune testimonianze, stanno ricostruendo la natura dei rapporti tra i due fratelli e gli ultimi istanti di vita della ventiduenne.

Proprio su quest’ultimo aspetto è emerso un primo, importante dato. Ad accompagnare Jlenia, ormai priva di vita, in ospedale sarebbe stato proprio Giuseppe. Il giovane, a petto nudo, si sarebbe messo al volante di un’utilitaria Fiat e avrebbe caricato la sorella. Giunto al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania, due infermieri lo avrebbero aiuto a far scendere la sorella e a quel punto si è immediatamente dileguato.

Nelle ore successive la polizia ha trovato, sempre a Ponticelli, una vettura che sarebbe compatibile con quella avvistata al presidio sanitario. All’interno della macchina ci sarebbero copiose tracce di sangue e gli inquirenti - pur mantenendo il massimo riserbo - non escludono che si tratti proprio della stessa vettura guidata da Giuseppe Musella.

Ancora poco chiaro il rapporto tra presunto assassino e vittima. Alcuni testimoni parlando di un legame burrascoso, caratterizzato dalle intemperanze di lui, spesso a caccia di soldi a causa di qualche problema con l’uso di sostanze. Alcuni residenti hanno però raccontato di due ragazzi che si volevano molto bene e che erano soliti condividere momenti di svago e uscite serali.

Dalle prime battute delle indagini emerge poi un dettaglio sconvolgente: il fendente non sarebbe stato sferrato a bruciapelo, ma con un lancio a distanza, forse non finalizzato a uccidere la ragazza. Sullo sfondo il difficile contesto familiare. La madre e il patrigno sono infatti da tempo detenuti. Lui, in particolare, sarebbe un affiliato di rilievo al clan Casella di via Franciosa.

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