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05 Febbraio 2026 - 08:39
NAPOLI. Un clan nel mirino dal 2019, finito al tappeto attraverso intercettazioni telefoniche ambientali e le dichiarazioni di ben 6 pentiti, tra cui Gennaro Notturno “Saracino” e Luigi Rignante. Sui Raia di Scampia, gestori delle attività illecite nelle zone dello chalet Bakù e dell’Oasi del buon pastore, ieri si è abbattuta la mannaia della giustizia. Merito dell’inchiesta della Dda su indagini dei poliziotti della sezione Criminalità organizzata della Squadra mobile della questura (dirigente Giovanni Leuci, vice questore Giuseppe Sasso) e dei carabinieri del Comando provinciale di Napoli (con il colonnello Giuseppe Musto), che hanno eseguito 15 misure cautelari in carcere per associazione camorristica, traffico di stupefacenti ed estorsione. Tra i destinatari figurano i fratelli boss Costantino e Francesco Raia, già detenuti per altri reati. Anche la sorella Pasqualina è indagata nell’inchiesta.
Il clan Raia gestiva lo spaccio di droga e le estorsioni rispettando i vincoli di sangue: al vertice c’era sempre un componente della famiglia, sostituito subito nel caso di arresti. Ma ieri la cosca emergente ha subito una dura sconfitta dallo Stato, come ha detto il procuratore di Napoli Nicola Gratteri durante una conferenza stampa: «Siamo di fronte a una camorra da serie A, ma stiamo dimostrando che non ci sono zone franche in Campania». A illustrare l’operazione sono stati lo stesso procuratore, l’aggiunto Sergio Amato, il capo della Squadra Mobile della questura Leuci e il tenente colonnello Musto, comandante del Gruppo Napoli. «Una caratteristica è quella della gestione dei Raia su base dei vincoli di sangue ha spiegato Leuci per ogni componente di vertice arrestato c’era sempre uno pronto a ereditare lo scettro, anche prendendo ordini dal parente arrestato che si teneva in contatto via cellulare».

Come dimostrano le telefonate notturne dal carcere di Patrizio Raia al cognato Vincenzo Gemito. I reati contestati vanno dall’associazione mafiosa al traffico di stupefacenti e di armi, utilizzando il vicino campo rom, e l’uso di cellulari dagli istituti di pena. L’inchiesta della Dda ha documentato l’espansione nella fetta di territorio di Scampia contrassegnata dai lotti T/a e T/b della famiglia Raia, articolazione del clan Amato-Pagano, a discapito dei clan Abete-Notturno, un tempo suo alleato, letteralmente cacciati dalle case popolari e dalle piazze di spaccio. Ad assistere gli indagati saranno, tra gli altri, gli avvocati Dario Carmine Procentese, Marcello Severino, Carlo ercolino, Renato D’antuono e Annamaria Picascia.
A breve gli indagati saranno chiamati innanzi al gip per i primi interrogatori di garanzia. Durante le perquisizioni successive agli arresti i carabinieri hanno sequestrato: un chilo di kobret diviso in 861 dosi; 50 grammi di cocaina in unico cristallo; 495 grammi di hashish suddivisi in quatttro panetti; 100 grammi di crack in 225 dosi; due pistole, una calibro 9 (con matricola abrasa) e una calibro 7,65 (risultata rubata), e decine di munizioni.
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