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Affondo all’asse Troncone-Frizziero, la Procura chiede 250 anni di carcere

Racket a tappeto a Fuorigrotta e Chiaia, il pm invoca 18 condanne per ras e gregari

Affondo all’asse Troncone-Frizziero,la Procura chiede 250 anni di carcere

NAPOLI. Racket a tappeto tra Fuorigrotta e Chiaia sotto l’egida dei clan Troncone e Frizziero, il processo di primo grado che si sta celebrando con il rito abbreviato entra nella fase decisiva e per ras e gregari del cartello mafioso si profila una stangata da quasi due secoli e mezzo di carcere. Questo, infatti, l’ammontare per le diciotto condanne invocate ieri mattina dal pubblico ministero della Dda Prisco. A rischiare grosso saranno soprattutto i capi delle due cosche alleate, per i quali la Procura ha chiesto fino a venti anni di carcere a testa.

Queste, nel dettaglio, le richieste di pena avanzate nel corso della requisitoria tenuta ieri mattina: Vitale Troncone, 20 anni; Giuseppe Troncone, 20 anni; Luigi Troncone, 20 anni; Giacomo Balestra, 18 anni; Valerio Andrea Guerra, 6 anni; Marco Capobianco, 15 anni; Antonio De Monte, 14 anni; De Pasquale, 15 anni; Alvino Frizziero, 20 anni; Fausto Frizziero, 16 anni; Francesco Frizziero, 16 anni; Mariano Frizziero, 20 anni; Armando Mastroianni, 16 anni; Enzo Romano, 3 anni e 6 mesi; Giuseppe Marco Scala, 8 anni; Gaetano Stefanini, 9 anni; Salvatore Moschini, 4 anni e 6 mesi; Luca Iuliano, 4 anni e 6 mesi. Per Simona Milano, difesa dall’avvocato Francesco Buonaiuto, compagna del ras Mariano Frizziero, il gip ha stralciato la posizione e ha ammesso il rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica per verificare la sua capacità di stare a giudizio.

Nelle prossime udienze toccherà al collegio difensivo (composto anche dagli avvocati Giuseppe De Gregorio, Antonio Abet, Gaetano Inserra, Andrea Lucchetta, Paolo Gallina, Gaetano Porricelli e Tiziana De Masi) provare ad aprire una breccia in un quadro indiziario fin qui rivelatosi granitico. Quanto alle accuse, con i gruppi Troncone di Fuorigrotta e Frizziero della Torretta di Chiaia, ringalluzziti dall’indebolimento dei rispettivi rivali, l’aria tra Napoli Ovest e il lungomare si era fatta di nuovo pesante. I primi avevano imposto una raffica di estorsioni ai venditori di gadget del Napoli, puntando a piazzare in particolare una partita di 10mila trombette in vista della terza festa scudetto; i secondi miravano invece al turismo e alla gestione degli ormeggi di Mergellina.

Il boss Vitale Troncone e il cognato Luigi Troncone, tramite una serie di minacce, tra il 2 e il 10 marzo 2023 avrebbero vietato a diversi ambulanti la libera vendita di articoli per i festeggiamenti del terzo scudetto nei pressi dello Stadio Maradona. Il duo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe poi provato a costringere i commercianti in questione ad acquistare e rivendere 10.000 trombette da loro fornite. L’affare non sarebbe però poi andato in porto. Il clan con base tra via Costantino e via Leopardi voleva fare le cose in grande, come emergeva da alcune intercettazioni. Non da meno le ambizioni dei Frizziero, i cui tentacoli si sarebbero allungati soprattutto sul grosso business degli ormeggi nella zona di Mergellina. Ras e gregari rischiano adesso quasi 250 anni di carcere.

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