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CENTODESTRA
06 Febbraio 2026 - 08:23
Gennaro Sangiuliano
NAPOLI. Ci sono intese che arrivano troppo tardi per poter essere archiviate come un semplice passaggio procedurale. L’accordo raggiunto solo ieri sulle commissioni consiliari del consiglio regionale chiude formalmente oltre un mese e mezzo di stallo, ma secondo il centrodestra lascia aperta una questione politica che segna l’avvio della legislatura: la difficoltà della maggioranza di trovare un equilibrio interno e di garantire tempi certi all’azione istituzionale.
«L’incredibile ritardo nel varo delle commissioni è uno dei sintomi del malessere profondo di questa maggioranza, soprattutto delle lacerazioni interne al Pd, diviso in tre tronconi se non quattro l’un l’altro contro armati. Ora dovranno funzionare secondo le regole e non faremo più sconti, in particolare la commissione Bilancio deve mettersi subito al lavoro perché la Regione è priva del documento contabile cruciale per la sua vita».
A dirlo è Gennaro Sangiuliano, capogruppo di Fratelli di Italia, che inquadra lo stallo come il primo segnale di una fragilità politica più ampia.
Per Forza Italia, infatti, il nodo non è l’intesa in sé, ma il tempo impiegato per arrivarci. A sottolinearlo è il capogruppo Massimo Pelliccia, secondo il quale «parlare di semplici difficoltà tecniche è una lettura riduttiva».
La maggioranza, osserva, «ha faticato a trovare un equilibrio interno alla coalizione», producendo uno stallo che ha inciso direttamente sul funzionamento dell’istituzione. Secondo il centrodestra, l’impatto di questa fase resta evidente nonostante l’intesa raggiunta.
«Abbiamo perso settimane preziose e i dossier più importanti, a partire dal bilancio, sono rimasti fermi. Nessuna risposta è arrivata sui temi urgenti che riguardano la Campania», rileva Pelliccia, criticando una partenza affidata agli annunci sui primi provvedimenti della Giunta mentre l’attività consiliare restava sospesa. Ora che le commissioni sono operative, le opposizioni guardano ai prossimi passaggi con cautela. Il timore condiviso è che le difficoltà emerse possano ripresentarsi sui dossier più delicati, dal bilancio alla sanità.
«L’assenza di un confronto serio in Consiglio rischia di produrre ulteriori rallentamenti su temi che richiederebbero invece risposte immediate», osserva Pelliccia, ricordando che si tratta di ambiti che incidono direttamente sulla vita dei cittadini, sui servizi essenziali e sulla tenuta economica della Regione.
«Questo ha determinato un grave blocco amministrativo che è ricaduto sui cittadini campani. Il segnale che arriva è tutt’altro che rassicurante e, in molti anni di legislatura, una partenza di questo tipo non si era mai vista».
Sulla stessa linea si colloca la posizione della Lega. Per il capogruppo Massimo Grimaldi, il ritardo accumulato rappresenta «un fatto politico» e non una questione tecnica, ed è indicativo di una maggioranza «più concentrata sugli equilibri interni che sull’avvio concreto dei lavori».
Le tensioni e i veti incrociati sulle presidenze delle commissioni, sottolinea, hanno prodotto una paralisi che ha lasciato il Consiglio regionale privo di una reale operatività. «Quando si litiga sulle poltrone, a pagare è sempre il funzionamento dell’ente e, di conseguenza, i cittadini».
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