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Sanità
06 Febbraio 2026 - 08:31
NAPOLI. «È una situazione ai limiti del grottesco quella che si è venuta a creare per le pazienti dell’Asl Napoli 1 Centro». A denunciarlo il sindacato Anaao Assomed Campania, che sottolinea l’esigenza di un immediato intervento e chiede anche un incontro con la direzione generale dell’Azienda sanitaria.
«Tutto nasce da una presunta riorganizzazione del percorso di screening senologico nel Distretto 24, che invece di semplificare e rendere più tempestiva la presa in carico frammenta gli accessi e moltiplica le prenotazioni, con ricadute dirette su tempi, costi e qualità dell’assistenza - è scritto in una nota -. Fino a tempi recenti, il Distretto 24 rappresentava un modello efficiente di presa in carico completa, grazie a personale dedicato e a volumi di attività significativi: 4 medici e 3 tecnici dedicati; circa 12.000 mammografie, 10.000 ecografie mammarie, 1.200 risonanze magnetiche e 150 biopsie l’anno (dati 2024 novembre 2025)».
E ancra: «Nonostante l’attività fosse consolidata e funzionante, è stato deciso di vietare nel Distretto 24 l’esecuzione della risonanza magnetica e degli agoaspirati. Ne deriva un passaggio da un percorso “unico” e razionale a un iter più lungo e complesso: dopo gli esami di base al Distretto 24, la paziente deve effettuare una seconda prenotazione e recarsi al Distretto 31 per rivalutazione clinica, una terza prenotazione presso l’Ospedale del Mare per la risonanza magnetica e una quarta prenotazione con nuovo accesso al Distretto 31 per l’agoaspirato».
Gaspare Leonardi, segretario del sindacato, è chiaro: «Stiamo parlando di prevenzione e diagnosi precoce: ogni passaggio superfluo rischia di trasformarsi in attese più lunghe e in un carico psicologico maggiore per le donne, in una fase già delicata».
Una riorganizzazione che appare al sindacato appare anti.economica perché moltiplicherebbe prenotazioni, accessi e spostamenti e utilizza in modo meno efficiente strutture e personale.
Insomma, un arretramento, non un miglioramento. Almeno tre le criticità denunciate dall’Anaao Assomed Campania: aumento dei costi indiretti per il sistema (duplicazione di passaggi e rivalutazioni), aggravio di sofferenza per le pazienti (percorso più difficile da comprendere e gestire) e perdita di continuità assistenziale, con riduzione dell’efficacia complessiva dello screening.
Di qui l’appello perché si intervenga ad horas: «Chiediamo un ripensamento immediato: va ripristinato un modello di presa in carico integrata, che consenta quando necessario di completare l’iter diagnostico nello stesso distretto, riducendo tempi, accessi e disagi», conclude Leonardi. «La prevenzione non può diventare un percorso a ostacoli; serve una scelta organizzativa centrata su appropriatezza clinica, efficienza e tutela dell’utente».
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