Tutte le novità
L’INCHIESTA
06 Febbraio 2026 - 08:37
Nella foto l'ex ras del narcotraffico Raffaele Imperiale; nei riquadri i coimputati Marco Liguori e Fortunato Murolo “Sasamen”
NAPOLI. Fiumi di cocaina in mezzo mondo e accordi a sei zeri con tutti i principali clan di Napoli e provincia, per il “sistema” dell’ex boss e narcos Raffaele Imperiale arrivano anche le condanne di appello.
Dopo la stangata incassata in primo grado, ieri pomeriggio si è concluso anche il processo celebrato innanzi alla seconda sezione della Corte di appello di Napoli e i colpi di scena non si sono fatti attendere. Sebbene i giudici abbiano sostanzialmente confermato l’impianto accusatorio, a quasi tutti gli imputati sono state concesse le attenuanti generiche o riconosciuto il vincolo della continuazione.
Quella che ne è scaturita è stata una decisa sforbiciata rispetto alle condanne di primo grado. Queste nel dettaglio le pene disposte ieri dalla Corte di appello, che ha rideterminato le condanne a carico di Luca Alvino (10 anni), Antonio Puzella (7 anni e 6 mesi), Antonio Cerullo (8 anni), Giuseppe Gentile (6 anni e 4 mesi), Corrado Genovese (5 anni e 4 mesi), Antonio De Dominicis (9 anni e 6 mesi in continuazione), Raffaele Imperiale (22 anni in continuazione), Fortunato Murolo (14 anni in continuazione) e Marco Liguori (14 anni e 4 mesi in continuazione).
Un verdetto accolto con favore dal collegio difensivo, composto tra gli altri dagli avvocati Luigi Senese, Rocco Maria Spina, Nicola Pomponio, Luigi Poziello, Andrea Di Lorenzo e Massimo Caliano. Condanne confermate invece per Daniele Orsini, Girolamo Lucà, Marco Panetta, Gianmarco Cerrone, Mario Simeoli e Ciro Gallo.
Liguori era ritenuto il principale “filo di collegamento” tra Imperiale e il clan Amato-Pagano, in quanto era il soggetto che, stando in contatto diretto con il narcotrafficante emigrato a Dubai, garantiva il costante rifornimento di droga per il clan Amato-Pagano di cui è stato capo fino al momento del suo arresto; e per questa condotta in primo grado fu condannato alla pena di anni 10 e mesi 4 di reclusione.
Grazie al lavoro svolto dei difensori Senese e Di Lorenzo, Liguori è riuscito a ottenere il riconoscimento del vincolo della continuazione tra varie condanne. Quanto a Imperiale, va segnalato che, nonostante fosse un collaboratore di giustizia, in primo grado rimediò una condanna a ben 16 anni.
Con la sentenza di ieri pomeriggio, però, la Corte di appello di Napoli gli ha riconosciuto la continuazione con una precedente sentenza di condanna (condanna ad anni 8 per aver fatto parte del clan Amato-Pagano) e gli ha irrogato una pena complessiva di 22 anni e 20 giorni di reclusione.
Ancora Imperiale nel corso della requisitoria del pubblico ministero De Marco era stato definito «uno dei massimi narcotrafficanti mondiali», «capace di tessere rapporti personali» anche con organizzazioni paramilitari sudamericane», come i colombiani del clan del Golfo.
E la stangata alla fine non si è fatta attendere. A distanza di un anno, il procuratore generale aveva poi chiesto alla Corte di appello la conferma in blocco della sentenza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo