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Monumento nel degrado
06 Febbraio 2026 - 17:24
L'Arco di Torre Cervati nascosto dai tubolari e abbandonato al degrado
NAPOLI. Non è il primo appello per il restauro dell'Arco di Torre Cervati. Il preside dell'istituto comprensivo G. Nevio, Giovanni Del Villano, ne ha lanciati altri nel passato. Ma nella battaglia per il recupero del rudere settecentesco non combatte da solo. Due anni fa, gli abitanti della strada tra via Manzoni e via Michelangelo da Caravaggio stamparono dei volantini che furono affissi sull'ingabbiatura montata dal 2023 intorno all'Arco. Chiamavano direttamente in causa il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e il componente della sua giunta, assessore al Patrimonio Pier Paolo Baretta. Sui loro nomi e volti, campeggiava la scrita "Wanted". Sulle origini storiche e sul lungo degrado che ormai contraddistingue il lo storico manufatto di tufo, il professore Enrico Totaro ne ha scritto un libro-dossier. Totaro è un residente della zona e nel suo libriccino ricostruisce dal Medioevo in avanti le vicende della antica Torre di avvistamento di cui l’Arco era parte. L'autore, già docente di Sistemi portuali all’Università di Cosenza, ha all’attivo pubblicazioni sulla storia di Napoli e delle isole del Golfo.
Anche il "ROMA" si è occupato dell'Arco a più riprese e di certo non intende abbandonare questo angolo della città dimenticato dall'amministrazione comunale e dalla Sovrintendenza, finché non riuscirà a riportarlo al decoro auspicato dai residenti e dalla scuola che apre i suoi cancelli proprio di fronte allo scempio descritto.

Per conto dei genitori di 340 studenti, è di nuovo il preside Del Villano (come si evince dall'intervista rilasciata al ROMA) a dare voce alla richiesta di rimettere mano al progetto di restauro che il Comune di Napoli ha ventilato, ma al quale non è stato dato avvio.
«È dal gennaio dello scorso anno che attendiamo l'avvio ai lavori che sembravano imminenti - spiega Del Villano - Fu effettuata una pulizia dell'area che era invasa da anni di ogni genere di rifiuti. Da allora più niente». I genitori degli studenti lamentano anch'essi di avere dovuto assistere al "passaggio" di topi che, evidentemente, fanno tana dietro ai teli e ai tubolari che celano la vista al degrado. Durante gli oltre 24 mesi trascorsi nell'inerzia assoluta del Comune, il tempo e le intemperie hanno continuato ad erodere l'Arco. Ma con l'imbracatura, eventuali ulteriori danni alla struttura settecentesca non risultano visibili. La polvere è stata nascosta sotto il tappeto.

I residenti non intendono arrendersi. Mentre accanto all'Arco di Torre Cervati cresce un parcheggio con box multipiano, si prepara un convegno dal titolo “La vergogna dell’Arco” nel corso del quale sarà presentato il libro-denuncia del prof. Enrico Totaro e saranno tutti a esporre le ragioni del malumore che regna in zona. Chissà che anche i proprietari dei futuri box reclameranno la necessità di mettere al sicuro la struttura che, per il suo valore storico, darebbe maggiore pregio economico anche a nuovi garage in costruzione.
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