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educazione
06 Febbraio 2026 - 18:03
TORRE DEL GRECO. «Ritengo che lo Stato, nelle sue classi dirigenti, commetta spesso un errore quando si parla di lotta al bullismo e al cyberbullismo: l’approccio è spesso fortemente orientato al tentato controllo del fenomeno, con particolare attenzione all’individuazione di punizioni esemplari ed efficaci. Poco, invece, è riservato alla prevenzione, per cui l’unica strada è un lavoro a monte che non può e non deve essere relegato a pochi eventi di sensibilizzazione, bensì alla costruzione di percorsi di crescita civile e culturale collettiva». Queste le parole di Stefano De Carolis, esperto di giochi, in occasione di «Contro il bullismo noi… Musica&Core», organizzato da Unicef e dall’Ics «Giampietro-Romano» di Torre del Greco, con il patrocinio dell’amministrazione cittadina guidata dal sindaco Luigi Mennella.
De Carolis, direttore operativo della casa editrice partenopea Giochi Uniti, uno dei maggiori distributori di giochi da tavolo del Paese, è intervenuto come relatore portando ai giovanissimi allievi della scuola primaria e all’universo scolastico rappresentato durante l’evento la sua diretta esperienza sul campo. «Davanti a insidie sempre più elevate, legate anche a strumenti che – diciamoci la verità – sono difficilmente gestibili anche da quelli della nostra età, resto convinto che l’educazione debba tornare a essere centrale, al pari dell’istruzione, nella crescita delle future generazioni. Ogni volta che il legislatore si è mosso contro questi odiosi fenomeni, spesso ha sottovalutato l’importanza di costruire percorsi stabili e duraturi di crescita, che richiedono risorse, tempo e competenze specifiche. Che vanno trovate, perché ne va del futuro dei nostri ragazzi», spiega.
«Sono convinto, inoltre, che per ogni azione intrapresa ci sia la necessità di verificare la reale efficacia. Stabilire obiettivi misurabili all’inizio e alla fine di ogni percorso contro il bullismo può fornire anche allo Stato parametri importanti per orientare e migliorare l’investimento e rendere l’onere economico sostenibile», aggiunge De Carolis. Che ribadisce l’importanza del gioco da tavolo in contesti di questo tipo, soprattutto quando si interviene sull’empatia e sul rispetto delle regole: «Il gioco da tavolo, già di per sé orizzontale ed egualitario, se utilizzato in modo consapevole e guidato, non è un semplice momento ricreativo, ma uno strumento educativo potente: allena all’ascolto dell’altro, al rispetto delle regole condivise e alla gestione del conflitto. È in questi spazi protetti che si possono sperimentare dinamiche relazionali sane, sviluppare empatia e comprendere il valore della cooperazione, elementi fondamentali per prevenire comportamenti aggressivi e favorire una crescita equilibrata all’interno della comunità scolastica».
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