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La storia
07 Febbraio 2026 - 12:51
Una negligenza avrebbe causato l’impossibilità di eseguire un intervento salvavita su un bambino di soli 2 anni all’Ospedale Monaldi di Napoli. La vicenda, riportata oggi da Il Mattino, risale al 23 dicembre scorso, giorno prima di Natale, quando la banca dati nazionale segnala la disponibilità di un cuore proveniente da un bambino di 4 anni deceduto in Val Venosta, in Trentino.
L’equipe medica partenopea si attiva immediatamente per preparare il trasporto e la sala operatoria. Dopo aver ottenuto il consenso dei genitori del piccolo deceduto, si procede all’arrivo dell’organo. Tuttavia, all’apertura della cella di conservazione si scopre il grave errore: invece di utilizzare il ghiaccio normalmente usato per il trasporto di organi, il personale responsabile del confezionamento a Bolzano aveva impiegato quello secco, anidride carbonica allo stato solido, che si usa nelle gelaterie.
Il contatto del cuore con il ghiaccio secco ha provocato danni irreversibili all’organo, che si è letteralmente bruciato. Nonostante i tentativi dell’équipe di salvarlo, il cuore non ha retto e il trapianto è stato annullato. Sulla vicenda sono aperte tre inchieste distinte: una dalla Procura di Napoli, una da quella di Bolzano e un’indagine interna amministrativa disposta dall’ospedale Monaldi.
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