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La protesta

«No alla coppa, Bagnoli non si tocca»

I manifestanti prelevano un campione di terra dalla colmata: «Lo faremo analizzare»

«No alla coppa, Bagnoli non si tocca»

NAPOLI. I cittadini e i comitati di Bagnoli scendono in piazza. Sono cinquemila quelli che si raccolgono dietro uno striscione che recita “Stop ai lavori della vergogna” e apre il corteo contro i cantieri per l’America’s Cup. Abitanti, associazioni e comitati si danno appuntamento ai giardinetti di ciale Campi Flegrei da dove partono in corteo per protestare contro i lavori per lo svolgimento della competizione velica più antica del mondo che si terrà a Napoli il prossimo anno. avvio dei lavori in vista della competizione velica. I dimostranti, molti dei quali indossano mascherine nell’intento di indicare il rischio di diffusione nell’aria di polveri sottili a causa dei lavori, parlano apertamente di «tradimento delle scelte effettuato tempo fa che prevedevano la rimozione della colmata, la balneabilità del mare antistante, l’uso pubblico della spiaggia, il ripristino della linea di costa, la creazione di un bosco».

Al centro della contestazione c’è proprio la decisione di non procedere alla rimozione della colmata. Ta nti gli slogan urlati durante il percorso verso via Coroglio: «La spiaggia sì, la coppa no»; «Niente coppa, Bagnoli non si tocca»; «30 anni di tumori, ora bonifica e spiaggia».

In piazza Bagnoli c’è anche la miniatura di barca a vela che ricorda Luna Rossa ma si chiama Piaga Zona rossa e sulle vele spiegate si legge “su una Piaga e sull’altra America’s pacco”, e sotto la bandiera palestinese lo sponsor Pivelli. E i manifestanti denunciano apertamente che la ex scuola della zona, per la quale è prevista la trasformazione in studentato, «diventerà un albergo».

Le rimostranze sono anche sul fatto che lavori di una certa rilevanza vengono fatti senza valutazioni di impatto ambientale con il conseguente pericolo di ulteriore inquinamento. Nessun problema di ordine pubblico, e a dimostrarlo anche il fatto che lungo via Coroglio, davanti all’ingresso del cantiere dove c’è un presidio della polizia, viene dato il via libera a una decina di persona di entrare per prelevare dei campioni della colmata a mare sulla quale attualmente si sta lavorando per creare una copertura che per sigillare e isolare i materiali di cui è composta.

Mario Avoletto, rappresentante dei Comitati per il mare libero, pulito e gratuito, è quanto mai esplicito: «Qua non ci sarà una bonifica ma un nuovo avvelenamento . Non ci fidiamo delle istituzioni, che hanno complottato e stanno operando su questo territorio. Faremo analizzare dai nostri tecnici questo terreno perché siamo convinti che è contaminato e che Bagnoli ha bisogno di una bonifica per un mare realmente libero e pulito e non di un’inutile Coppa America».

L’altro giorno il governatore Vincenzo De Luca, nel consueto appuntamento social, aveva detto che «Bagnoli poteva e può essere un’occasione di promozione di economia e sviluppo turistico con la Coppa America ma questa vicenda sta diventando un esempio nazionale di grandi marchette, illegalità e di violazione delle leggi su ambiente e salute. I nostri interlocutori fanno sempre finta di non sentirci e non capire proprio certe cose».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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