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Casoria

Agguato Barbato, il retroscena: “Totore” aveva picchiato il fratello del ras De Rosa

Le indagini della Sisco e della Squadra Mobile della Questura culminate nell'arresto del 25enne “Vincenzino"

Agguato Barbato, il retroscena: “Totore” aveva picchiato il fratello del ras De Rosa

Le indagini sono state condotte dai poliziotti della Sisco e della Squadra mobile; nel riquadro l’arrestato Vincenzo De Rosa, 25 anni

NAPOLI. Fu preceduto da un episodio preciso l’agguato a Salvatore Barbato detto “Totore ’o can” che provocò anche il ferimento di Mauro Sorrentino, il quale secondo gli inquirenti il 19 novembre 2024 si trovava casualmente in via Salvo D’Acquisto abitando in zona e non era l’obiettivo della sparatoria.

Per il duplice tentato omicidio si trova da giovedì scorso in carcere Vincenzo De Rosa detto “Vincenzino”, 25enne ras emergente di Casoria appartenente al gruppo Maugeri, entrato in contrasto con il clan Franzese. Uno scontro che scoppiò per la gestione dei traffici di droga sul territorio dopo che c’era stato un accordo sulla visione delle attività illecite: le estorsioni agli uni, la gestione delle piazze di spaccio agli altri.

Il patto saltò e secondo la ricostruzione degli inquirenti, Salvatore Barbato “’o can” la sera prima dell’agguato subito avrebbe minacciato violentemente Antonio De Rosa, fratello di Vincenzo, affinché riferisse al congiunto che non si doveva permettere più di andare a sparare contro la palazzina della sorella (di Barbato).

All’azione, compiuta all’esterno della sede di una cooperativa che lavora nel campo dei rifiuti. sarebbe stato presente Mauro Sorrentino. Lo scontro tra le due fazioni malavitose a Casoria, entrambi eredi dei Moccia, provocò quindi il duplice ferimento del 20 novembre 2024. A sparare, secondo l’accusa e ferma restando la presunzione d’innocenza dell’indagato fino all’eventuale condanna definitiva , fu Vincenzo De Rosa, arrestato l’altro ieri sera dagli investigatori della sezione area nord della Sisco di Napoli (guidata dal direttore Massimiliano Mormone).

Una cattura non facile perché “Vincenzino” cambiava continuamente luogo per dormire, rendendosi di fatto irreperibile. Gli investigatori hanno fatto luce sul doppio tentato omicidio grazie a indagini tecniche e al contributo fornito dal neo pentito Giovanni Barra. Arrestato a giugno 2025 insieme al ras Roberto Alfio Maugeri, da poco ha iniziato la collaborazione con la giustizia. Ai pm antimafia ha riferito circostanze e retroscena del delitto apprese “de relato” nell’ambito della malavita di Casoria.

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