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Il giallo

Commando in azione a Barra, pistolettate nel fortino del clan

Tregua appesa a un filo a Napoli Est, esplosi otto colpi da una vettura in corsa

Commando in azione a Barra, pistolettate nel fortino del clan

NAPOLI. Non un agguato, ma un’intimidazione a prova di equivoco. Chi ha fatto fuoco sabato sera a Barra non voleva uccidere, ma le sue intenzioni erano tutt’altro che “amichevoli”. Dopo un breve periodo di tregua apparente, la periferia orientale di Napoli ripiomba nell’incubo dell’escalation di violenza.

La polizia è però già al lavoro per cercare di risalire in tempi ragionevolmente brevi agli autori della stesa avvenuta a due passi dal Parco Villa Letizia, area verde del quartiere da lungo tempo abbandonata. L’allarme è scattato intorno alle ventuno di sabato. È a quell’ora che la sala operativa della questura ha ricevuto le telefonate di alcuni residenti che, piuttosto allarmati, segnalavano l’esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco.

Una manciata di minuti dopo, in via Suor Maria della Passione Beata si sono così precipitati gli uomini del commissariato San GiovanniBarra per verificare quanto effettivamente accaduto. L’allarme si è purtroppo rivelato fondato. Nel parcheggio adiacente Villa Letizia gli agenti hanno scoperto e sequestrato otto bossoli esplosi da una pistola caricata a salve.

Motivo per il quale non sono stati registrati danni a cose e, ovviamente, neppure feriti. Le indagini sono intanto già partite e proseguono a tutto campo. Nella zona in cui si è consumato il raid non sarebbero presenti telecamere di sicurezza, stando però a quanto emerso dalle prime battute delle indagini i colpi di pistola sarebbero stati esplosi da un’auto, transitata sul posto a elevate velocità e subito dileguatasi.

Gli inquirenti e gli investigatori che stanno lavorando al caso non escludono che possa essersi trattato di una specie di “bravata”, ma al momento non viene accantonata neppure la pista che porta dritto a una ripresa delle ostilità tra le gang di giovanissimi riconducibili ai clan di camorra ancora oggi attivi a Barra: gli Aprea-Valda e i Cuccaro, operativi nonostante i tanti arresti eccellenti incassati negli ultimi anni.

Sullo sfondo, neanche a dirlo, potrebbero esserci ancora una volta i contrasti legati al controllo delle piazze di spaccio “al minuto”, ormai diventate la principale attività di sostentamento dei gruppi di mala dell’area est, compreso il quartiere Barra, dove tra l’altro anche di recente sono stati registrati alcuni gravi episodi.

La polizia è infatti ancora al lavoro per stanare i killer di Salvatore Borriello, alias “’o pirata”, ucciso in un agguato di camorra a metà novembre proprio in via Suor Maria della Passione Beata. Lo scontro - ipotizzano gli investigatori - si starebbe consumando tutto all’interno del clan Aprea, cosca ormai egemone in tutto il quartiere e alla quale era saldamente legato anche il 26enne ucciso.

Borriello, stando a quanto emerso da alcuni recenti controlli di polizia, era diventato uno dei fedelissimi del rampollo Francesco Relli, nipote del capoclan detenuto Giovanni Aprea, detto “punt ’e curtiello”. Il 26enne tra l’altro già nel 2021 era scampato a un agguato nel quale rimase ferita un’innocente e per il quale furono poi arrestati alcuni esponenti del gruppo Aprea.

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