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La banda delle truffe a processo

Raggiri sull’asse Napoli-Genova, il capo patteggia cinque anni: gli altri in abbreviato

La banda delle truffe a processo

NAPOLI. Truffe a raffica sull’asse Napoli-Genova, capi e gregari della holding del raggiro puntano allo “sconto”. Dopo i tredici arresti scattati a giugno scorso, si è conclusa l’udienza preliminare che ha portato alla sbarra tutti gli indagati. I colpi di scena non sono mancati: dopo il patteggiamento di una pena a cinque anni, ma con un altro gip, da parte del presunto vertice della gang, Alessandro D’Errico, undici imputati hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato, puntando così a una sostanziosa riduzione di pena in caso di condanna.

Un’altra “sorpresa” ha poi riguardato Antonio Frezzetti (che andrà al dibattimento), ritenoto a pieno titolo inserito nella gang. Il gip Bove, accogliendo le argomentazioni difensive dell’avvocato Giampaolo Galloro, ha deciso di sostituire la misura della custodia cautelare in carcere con qualla ben più miti degli arresti domiciliari. Il giudice ha infatti ritenuto ormai attenuate le esigenze cautelari. Del collegio difensivo fanno parte, tra gli altri, anche gli avvocati Giuseppe Ricciulli, Fabio Segreti e Andrea Fabbozzo.

Partivano il lunedì da Napoli per Genova e tornavano il sabato dopo aver soggiornato in alcune strutture ricettive messe a disposizione dai capi dell’organizzazione. Missione: raggirare anziani, preferibilmente ultraottantenni, con la tecnica del finto maresciallo o dell’avvocato fasullo, ma con due novità: la chiamata filtro, per capire se le vittime vivevano da sole, e il raggiro del concorso pubblico superato o della vincita di un premio. Alla fine però, grazie a indagini con i classici strumenti investigativi, i componenti di una gang con base a Napoli sono finiti in manette o ai domiciliari per associazione per delinquere finalizzata alle truffe.

Sono stati i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di San Martino di Genova a smantellare un’organizzazione criminale strutturata che metteva a segno truffe agli anziani e che aveva la sua base operativa nel centro storico di Napoli, tra il rione Sanità e la zona dei Tribunali. In manette erano finite 13 persone tra cui i due capi: Alessandro D’Errico e Antonietta Mascitelli. Agli indagati sono contestate 43 truffe (28 consumate, 15 tentate) compiute a Genova e in tutta Italia nel periodo tra il settembre 2023 e marzo 2024.

Il tutto per un bottino di circa mezzo milione di euro. truffatori partivano la domenica dalla Campania e soggiornavano in Liguria fino al sabato, nelle settimane in cui era prevista la fase esecutiva dei colpi programmati, in bed and breakfast messi a disposizione dell’organizzazione che forniva anche veicoli e telefonini. I malviventi erano supportati a Napoli dai call center che facevano centinaia di telefonate all’ora per individuare potenziali vittime. La particolarità che utilizzava la banda era “la chiamata filtro” che permetteva di scoprire se la vittima era anziana e sola in casa. D’Errico, qualche mese più tardi, fu poi arrestato nell’ambito di una seconda inchiesta, sempre su un colossale giro di truffe.

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