Tutte le novità
Malanapoli
13 Febbraio 2026 - 08:28
_Nelle foto le condizioni in cui sono stati ridotti i due sportelli Atm dall’esplosione
NAPOLI. Banditi scatenati a Napoli Est. Ancora un bancomat fatto esplodere. È successo poco prima delle quattro di ieri mattina. È a quell’ora che i carabinieri del nucleo Radiomobile sono intervenuti in via Domenico Minichino 14, nel quartiere Barra, per la deflagrazione dell’Atm.
Sconosciuti hanno fatto esplodere lo sportello senza riuscire a estrarre le cassette contenenti il denaro. Non ci sono stati feriti. Per garantirsi una fuga più semplice, i malviventi hanno forzato alcune autovetture in sosta e le hanno spostate piazzandole in modo da bloccare corso Sirena e corso Bruno Buozzi.
Durante la fuga, invece, hanno cosparso la strada con dei chiodi. Indagini in corso per chiarire dinamica e identificare i responsabili. I carabinieri hanno già acquisito le immagini registrate da alcune telecamere di sicurezza, comprese quelle dell’ufficio postale finito nel mirino, e non è da escludere che una svolta nelle indagini arrivi già a breve.
Dopo la raffica di colpi delle scorse settimane, pochi giorni fa la polizia di Stato, con le Squadre mobili di Napoli e Caserta, e i carabinieri dei Nuclei investigativi di Castello Di Cisterna, Castellammare e Torre Annunziata, erano riusciti a stringere il cerchio intorno a cinque sospetti, arrestati con le accuse di furto aggravato in concorso, ricettazione e detenzione illegale di esplosivi.
L’operazione è scattata dopo due spettacolari esplosioni avvenute nella notte del 4 febbraio, bersaglio bancomat a Casavatore e Agerola tramite la cosiddetta “tecnica della marmotta”, dispositivo artigianale esplosivo. A seguito delle forti deflagrazioni, i militari della stazione di Pianillo di Agerola sono intervenuti immediatamente in viale della Vittoria: il gruppo responsabile, dopo aver arraffato denaro dall’Atm, si sarebbe dato alla fuga su un’auto in direzione di Amalfi.
La fuga in auto si è trasformata in un inseguimento, interrotto dai chiodi a tre punte lanciati dai fuggitivi che hanno forato gli pneumatici della “gazzella”. Il veicolo è stato poi intercettato dal Nucleo Radiomobile di Salerno, ma gli occupanti, alla vista delle forze dell’ordine, hanno invertito bruscamente la rotta. Corsia per Cetara, dove il veicolo viene abbandonato e i membri della banda si dileguano momentaneamente. Da un controllo, il veicolo risultava con targhe rubate.
Le indagini, svolte congiuntamente da Carabinieri e Polizia, hanno permesso di localizzare il “covo” del sodalizio criminale a San Gennaro Vesuviano. Qui sono stati fermati i cinque sospettati, trovati in possesso di circa 20.000 euro in contanti, ritenuti provento delle esplosioni agli sportelli Atm.
Nel corso della perquisizione domiciliare sono stati rinvenuti 10 ordigni esplosivi, torce frontali, chiodi a tre punte e strumenti metallici utilizzati nelle effrazioni (“marmotte”). Tutti e cinque i fermati erano stati arrestati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Dopo qualche giorno di tregua apparente, il raid della scorsa notte a Barra. Gli inquirenti non escludono che la banda sia arrivata da fuori zona.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo