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Il caso
13 Febbraio 2026 - 13:21
Il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel
Una lettera contenente insulti e minacce, alcune delle quali richiamano toni e vocaboli dell’epoca fascista, è stata inviata al direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. La missiva, riportata dal quotidiano Il Mattino, presenta parole come “lager” e “razza eletta” e si conclude con affermazioni che sembrano voler lanciare un messaggio intimidatorio.
L’episodio si inserisce in un contesto di tensione legato alla recente decisione di eliminare la postazione interna agli scavi dedicata alle guide turistiche. La misura, motivata da esigenze di riorganizzazione e sicurezza, ha suscitato forte malcontento tra le sigle di categoria, che hanno manifestato con un presidio all’ingresso di piazza Esedra.
A margine della protesta, si è appreso che la lettera minatoria sarebbe stata anche firmata e indirizzata direttamente a Zuchtriegel, attualmente fuori regione. Il direttore ha annunciato che, al suo rientro, presenterà una denuncia formale alle autorità competenti. La missiva contiene frasi come “la storia porta in sé la condanna e la pena per ogni tiranno” e minacce rivolte anche ai familiari dello stesso direttore.
Sul caso è intervenuta anche Susy Martire, presidente dell’Associazione Guide Turistiche Campania, tra i principali promotori della protesta. Durante il presidio, Martire ha condannato l’uso di linguaggi e atteggiamenti che «non ci rappresentano», sottolineando che l’associazione si riconosce nelle ragioni della protesta, ma distanzia le proprie posizioni da ogni forma di intimidazione o linguaggio violento.
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