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inflazione
14 Febbraio 2026 - 08:34
NAPOLI. Fare la spesa a Napoli sta diventando un'impresa sempre più onerosa, con aumenti che colpiscono trasversalmente i prodotti alimentari essenziali, inclusi quelli più amati della tradizione partenopea. Secondo i dati diffusi da associazioni specifiche, l’inflazione alimentare non accenna a fermarsi: i prezzi di cibi e bevande sono aumentati del +3,2% su base nazionale, ma è tra i banchi dei mercati storici e dei supermercati di Napoli che il "caro-vita" morde con più forza. Tra i beni più colpiti spicca un simbolo assoluto della cultura di Napoli: il caffè. L'espresso, rito quotidiano irrinunciabile per ogni napoletano, registra un’impennata record del +24,7% su base annua. Non va meglio per altri ingredienti base della cucina domestica a Napoli, come il burro (+19,6%), il cioccolato (+12%) e le uova (+7,1%), fondamentali per la pasticceria e le ricette della dieta mediterranea.
La stagione invernale vede crescere a Napoli la domanda di prodotti freschi, ma i listini corrono veloci: gli agrumi segnano un +13,4%. Anche la frutta secca (+5,3%) pesa di più nel carrello dei consumatori napoletani. Anche il refrigerio costa caro: i gelati rincarano del +3,4%, le bevande gassate del +4,1% e l’acqua minerale del +3%. Perfino i molluschi freschi, protagonisti delle cene di pesce sul lungomare di Napoli, hanno subito un rialzo del +3,9%. Il rischio maggiore per Napoli è l'effetto domino causato dall'aumento dei carburanti. Come sottolineato dai diretti interessati, l’escalation del petrolio incide pesantemente su logistica e trasporti: se trasportare i prodotti verso Napoli costa di più, il prezzo finale al dettaglio è destinato a salire ulteriormente.
Questa dinamica colpisce duramente le famiglie numerose , i giovani precari e gli anziani con pensioni minime che frequentano i negozi di quartiere. «Per contrastare questo scenario, è necessario incentivare a Napoli ma come nel resto d’Italia, la filiera corta e l'agricoltura locale, riducendo la dipendenza dai trasporti su gomma hanno detto le associazioni dei consumatori I consumatori di Napoli possono fare la loro parte confrontando i prezzi e scegliendo prodotti di stagione, ma servono interventi strutturali, come bonus spesa o riduzioni dell'Iva, per evitare che a Napoli il carrello della spesa diventi il principale termometro del disagio economico sociale».
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