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Clan Mallardo, Procura all’attacco

Scambio di “favori” tra ras e politici per le Amministrative 2020, chieste sedici condanne

Clan Mallardo, Procura all’attacco

NAPOLI. Patto tra camorra e politica locale a Giugliano, la Procura antimafia lancia l’affondo e per vecchi e nuovi ras del clan Mallardo si profila una nuova stangata giudiziaria. Con la requisitoria tenuta ieri mattina dal pubblico ministero Ilaria Sasso Del Verme entra nella fase clou il processo che si sta celebrando con il rito abbreviato davanti al gip del tribunale di Napoli Leda Rossetti. La Procura ha invocato ben sedici condanne per un totale di oltre un secolo e mezzo di carcere. Quasi tutte le pene invocate dalla Dda sono state consistenti. A rischiare grosso saranno soprattutto i presunti capi della holding, per i quali sono stati chiesti quasi venti anni di reclusione.

Queste nel dettaglio le richieste di condanna del pm: Andrea Abbate, 16 anni; Francesco Abbate, 13 anni; Alberto Amicone, 8 anni; Giuliano Amicone, 14 anni; Stefano Cecere, 6 anni; Gaetano Diana, 8 anni; Domenico Fusco, 11 anni; Nicola Felaco, 9 anni; Francesco Fusco, 12 anni; Vincenzo Legorano, 11 anni; Francesco Mallardo, 12 anni; Domenico Micillo, 10 anni; Angelo Pirozzi, 11 anni; Domenico Pirozzi, 16 anni; Vincenzo Strino, 10 anni; Nicola Napolano, 2 anni. Il processo riprenderà il 4 marzo, quando inizieranno le discussioni del collegio difensivo composto, tra gli altri, dagli avvocati Luigi Poziello, Luigi Senese, Giovanni Lo Russo, Matteo Casertano, Sergio Aruta, Andrea Pirozzi, Giuseppe Stellato e Marcello Severino.

Per gli imputati che hanno scelto il dibattimento la prima udienza è fissata invece per il 22 aprile davanti alla seconda sezione, collegio E, del tribunale di Napoli. Tra gli imputati all’ordinario l’ex sindaco di Giugliano Antonio Poziello, l’ex assessore e consigliere Giulio Di Napoli e gli ex consiglieri comunali Pasquale Casoria e Paolo Liccardo, insieme a Davide Barbato, Michele Barca, Francesco Borzacchelli, Ferdinando Cacciapuoti, Emilia Cante, Antonio Carleo, Oreste Comite, Nunzia D’Alterio, Vincenza Di Girolamo, Giuseppe Di Mattia, Aniello Felaco, Filippo Frippa, Antonio Fusco Antonio, Patrizia Giuliano, Jessica Izzo, Massimo Imparato, Ornella Maione, Giuseppe Marino, Francesco Pirozzi, Giuseppe Pirozzi.

A febbraio 2025 erano scattati 25 arresti. Dall’inchiesta era emerso che il clan Mallardo avrebbe condizionato la tornata di elezioni amministrative del 2020, intervenendo spesso anche in controversie tra privati. Una sorta di “potere occulto” pronto a far sentire la propria voce negli interessi dell’organizzazione malavitosa. Secondo l’accusa (da provare in giudizio) Antonio Poziello e Francesco Mallardo “’o marmularo” avrebbero stretto un accordo per il sostegno elettorale del 2020, poi persa: voti in cambio di 10mila euro versati dall’ex sindaco per una successiva gestione clientelare dell’amministrazione comunale di Giugliano. L’ex sindaco, insieme con un ex assessore indagato, avrebbero ricevuto un “corrispettivo” in cambio dell’aggiudicazione dei lavori di recupero e manutenzione ordinaria delle case popolari di Casacelle.

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