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Tommaso, la speranza appesa a un filo

Ospedali in antitesi su possibilità di un nuovo trapianto, ma il bimbo resta in cima alla lista d’attesa nazionale

Tommaso, la speranza appesa a un filo

NAPOLI. La vicenda del piccolo Tommaso, ricoverato all'ospedale Monaldi, tiene tutta l’Italia col fiato sospeso e la famiglia vive ore di estrema tensione a causa di un profondo contrasto scientifico tra i due principali poli della cardiochirurgia pediatrica italiana. Il parere richiesto all’ospedale Bambino Gesù di Roma è arrivato con un verdetto durissimo: secondo i medici della Capitale, il bambino non sarebbe più idoneo a ricevere un trapianto. Una valutazione che sembra chiudere ogni porta alla speranza, ma che ha trovato la ferma opposizione dei sanitari partenopei. Nonostante il parere negativo di Roma, la direzione del Monaldi ha infatti confermato che il bambino resta in lista d’attesa nazionale.

Il medico responsabile e l'Heart Team del presidio napoletano sostengono con fermezza che le condizioni cliniche, pur nella loro estrema gravità e criticità, siano ancora stabili e permettano di tentare un nuovo intervento. Questa divergenza ha spinto l'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, a presentare ieri mattina una integrazione della querela e a richiedere un incidente probatorio sulle cartelle cliniche e su tutta la documentazione medica raccolta finora, inclusi i verbali delle équipe multidisciplinari. L'avvocato Petruzzi ha espresso forti dubbi sulla decisione del Monaldi, definendo la situazione «molto strana» e sottolineando come l’eventuale secondo intervento verrebbe eseguito dallo stesso chirurgo che ha operato il 23 dicembre, attualmente coinvolto nell'indagine per lesioni colpose.

Il legale ha ribadito che il rapporto di fiducia tra la famiglia e la struttura di Napoli è profondamente incrinato, evidenziando il paradosso di un medico indagato che tornerebbe a operare lo stesso paziente in un clima di incertezza scientifica. Mentre il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, assicura di aver attivato i massimi livelli ispettivi per fare luce su questa vicenda definita «dolorosissima e terribile», la Direzione Sanitaria del Monaldi ribadisce che l’ospedale resta un’eccellenza e che ogni provvedimento è stato preso a tutela del piccolo. Per Tommaso, attaccato ai macchinari da oltre 50 giorni, il tempo è ormai agli sgoccioli: la decisione finale sulla sua trapiantabilità verrà aggiornata domani, in un nuovo briefing medico che deciderà se mantenere il bimbo in cima alla lista nazionale degli organi o se arrendersi al verdetto negativo di Roma.

Un verdetto che il Monaldi non accetta in quanto, convengono i medici, «in merito alle condizioni cliniche del piccolo paziente la Direzione Sanitaria dell'Azienda Ospedaliera dei Colli conferma che la decisione assunta nella giornata di ieri da parte dell'Heart Team è stata quella di mantenere il bambino in lista di trapianto, sussistendo ad opinione del medico responsabile le condizioni cliniche. Inoltre la seconda opinione era stata richiesta dall'Azienda Ospedaliera dei Colli già la scorsa settimana all'Ircss Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Ad oggi le condizioni del piccolo paziente restano stabili in un quadro di grave criticità. La Direzione Strategica è l'azienda tutta, profondamente addolorati per l'accaduto, confermano la vicinanza alla famiglia».

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