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15 Febbraio 2026 - 08:51
NAPOLI. La situazione al Liceo Alberti di via Pigna, nel cuore di Napoli, è ormai al punto di rottura dopo quasi tre settimane di paralisi didattica che stanno compromettendo seriamente l'anno scolastico. L’ultima doccia fredda, che ha trasformato la preoccupazione in aperta rivolta, è arrivata dall’Ufficio Scolastico Regionale: l'ente ha espresso parere negativo all'utilizzo della didattica a distanza, negando questa opzione anche come misura emergenziale temporanea.
Una decisione che ha scatenato l'ira delle famiglie, costrette a vedere i propri figli inseriti in un piano di rotazione drastico che penalizza fortemente la continuità educativa: attualmente, solo 240 studenti su una popolazione di circa mille possono accedere al plesso, appena due volte a settimana e per sole tre ore al giorno, restando confinati negli unici spazi dichiarati agibili al piano terra.
Al centro della contesa c'è un cantiere infinito finanziato dal Pnrr, i cui lavori sono partiti quasi due anni fa e sembrano non trovare mai una conclusione definitiva. L'ultima emergenza, che ha fatto precipitare gli eventi, riguarda il parziale distacco della scala antincendio esterna. Secondo i tecnici della Città Metropolitana di Napoli, il cedimento sarebbe stato innescato da una perdita idrica sottostante, ma il risultato è la totale inagibilità dei piani superiori dell'edificio. La scala interna, infatti, pur essendo stata appena riqualificata e riconsegnata, non può essere utilizzata come unica via di transito poiché, senza la struttura esterna, mancherebbero le necessarie vie di fuga previste dalle norme di sicurezza vigenti.
La preside Silvia Parigi, che già in passato aveva denunciato pubblicamente i disagi di una convivenza forzata tra comunità scolastica e operai, si trova ora a gestire una crisi logistica senza precedenti. Per martedì 17 febbraio, i genitori hanno indetto una manifestazione di protesta davanti ai cancelli del liceo con lo slogan «Uniamoci per difendere il diritto allo studio dei nostri ragazzi". Le famiglie puntano il dito non solo contro la Città Metropolitana e la ditta incaricata dei lavori, ma anche contro l'Usr per aver negato l'alternativa digitale, lasciando gli studenti in un limbo educativo inaccettabile a pochi mesi dagli scrutini. Proprio durante la mattinata della protesta è previsto un sopralluogo decisivo: i Vigili del Fuoco e i tecnici incaricati valuteranno insieme alla dirigente soluzioni tecniche urgenti, come l'installazione di strutture provvisorie, per tentare di riaprire in sicurezza il resto del liceo e restituire dignità al percorso formativo degli allievi napoletani.
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