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IL RICORDO
16 Febbraio 2026 - 14:26
Laura Masiello
C’è un silenzio diverso, oggi, nelle redazioni. Un silenzio che pesa come una notizia che non avremmo mai voluto battere. Se n’è andata Laura Masiello, caposervizio dell’agenzia Ansa, colonna della redazione sportiva, cronista rigorosa e donna di squadra. Avrebbe compiuto sessant’anni il 9 maggio. Una malattia, fulminante, non le ha lasciato il tempo di un ultimo lancio.
Laura era arrivata a Roma per inseguire un sogno: raccontare lo sport. Una passione nata in casa, accanto al padre Nino, maestro di giornalismo e storico autore teatrale, nutrita a Napoli, dove il calcio è lingua madre e religione civile. I primi articoli nel segno di Diego Armando Maradona, che aveva conosciuto e frequentato soprattutto sul campo di allenamento “Paradiso”, gli anni incandescenti che portarono fino ai Mondiali del ‘90.
Poi la gavetta vera, quella che tempra: le firmai il praticantato al “Roma” perché lo meritava, mi seguì a “La Città” quando con Pasquale Nonno aprimmo la redazione in via Chiatamone, il lavoro paziente al desk, la scrivania vissuta con la disciplina della “secchiona”, come si definiva sorridendo.
Poi arrivò l’assunzione all’Ansa a darle una stabilità lavorativa: ha attraversato redazioni e città - da Napoli a Potenza per approdare nella sede centrale a Roma - con l’immancabile passione e spirito di sacrificio: precisione, memoria infallibile, senso del dovere.
Era difficile che le sfuggisse un appuntamento, impossibile sbagliasse un risultato. Dalla Serie A alla Champions, dalle Universiadi nella sua Napoli alla Ryder Cup 2023, ha raccontato lo sport con competenza e misura, tifando Napoli con affetto ma senza mai tradire il disincanto professionale.
Laura faceva squadra. In redazione come nella vita privata, dove appena poteva tornava a Napoli dai nipoti adorati. Era il suo modo di stare al mondo: lavorare insieme, vincere insieme.
Il giornalismo sportivo perde una firma affidabile, una collega leale, una presenza che teneva unito il gruppo.
La ricordo ragazzina correre sulla spiaggia di San Francesco a Forio d’Ischia, l’isola che amava tanto, dove trascorreva le giornate di vacanze con la sua splendida famiglia. Mi mancheranno i suoi puntuali messaggini augurali. Conserverò gelosamente l’ultimo: “Auguri direttore, con l’affetto di sempre!”.
Saluteremo Laura domani, mercoledì, alle 10, nella chiesa delle suore Betlemite in via Bernardo Cavallino. Sarà un saluto composto, come lei. Ma dentro, ciascuno di noi sentirà che una parte di quella squadra non sarà più la stessa.
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