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Il caso
17 Febbraio 2026 - 08:50
Nella foto controlli della polizia nella zona dei Baretti di Chiaia; nei riquadri gli arrestati Luciano Lemaire e Francesco Cascella
NAPOLI. Movida di piombo a Chiaia, scattano due arresti. Alle prime luci di domenica la polizia di Stato ha fermato il ventunenne Luciano Lemaire e il ventiduenne Francesco Cascella, entrambi originari del Pallonetto di Santa Lucia e con precedenti alle spalle, per tentato omicidio e porto in luogo pubblico di armi da fuoco.
I due sarebbero infatti gli autori di un efferato raid contro il titolare del bar “Crazy night”, “reo” di essere intervenuto per sedare una rissa scoppiata poco prima all’interno del suo locale. Gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e soccorso pubblico e del commissariato San Ferdinando, durante i servizi di controllo del territorio, sono intervenuti in vicoletto Belledonne, epicentro della movida dei Baretti di Chiaia, per la segnalazione di un’esplosione di colpi d’arma da fuoco nei pressi di un locale.
I poliziotti, giunti sul posto, hanno accertato che uno dei due indagati aveva sparato un colpo di arma da fuoco in direzione del proprietario del locale in quanto quest’ultimo, poco prima, si era prodigato a sedare una lite scaturita da futili motivi tra alcuni giovani, all’interno del suo locale.
Gli stessi, subito dopo l’episodio, si sono poi dati alla fuga in sella a uno scooter in direzione di via Cavallerizza. Grazie anche alla visione delle immagini del sistema di videosorveglianza presenti sul posto e alle dichiarazioni di alcune persone presenti al momento dei fatti, gli agenti sono riusciti a risalire all’identità dei due aggressori che di seguito sono stati rintracciati, già domenica mattina, all’interno di un appartamento nella zona del Pallonetto e arrestati.
I due si trovano adesso in carcere in attesa dell’udienza di convalida davanti al gip. La zona dei Baretti di San Pasquale di recente era già balzata alla ribalta della cronaca. L’ultimo, terribile episodio di violenza risaliva alla notte del 27 dicembre scorso, quando il diciottenne calciatore Bruno Petrone venne pestato a sangue e poi accoltellato per futili motivi. In manette finirono in breve tempo quattro minorenni.
Le indagini, pochi giorni, hanno portato alla cattura di un altro ragazzino: un 17enne che nulla c’entra con l’accoltellamento di Bruno Petrone e nessuno aveva mai fatto il suo nome. Se l’era però presa, ha raccontato ai carabinieri, perché uno dei quattro presunti autori del tentato omicidio lo aveva tirato in ballo a proposito della presunta lite della settimana precedente tra il calciatore e un 15enne, ritenuto l’esecutore materiale del delitto.
Così aveva pensato di vendicarsi del coetaneo, il primo a costituirsi confessando di aver partecipato all’aggressione ai Baretti e quindi da punire, secondo l’indagato finito in comunità. Il quale poi ha riconosciuto di aver commesso «una sciocchezza».
Il tentato incendio avvenne in via Carlo De Marco nella notte del 12 gennaio, precisamente alle 2,10. Un’escalation di violenza e vendette che sembrava non avere fine. Nella notte a cavallo tra sabato e domenica scorsi, infine, un nuovo episodio di follia giovanile e criminalità.
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