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Forza Domenico
18 Febbraio 2026 - 07:57
Nel riquadro mamma Patrizia
NAPOLI. Sono arrivati all'Ospedale Monaldi di Napoli i cardiologi che fanno parte della task force che dovrà visitare il bimbo per decidere se sia trapiantabile. L'equipe è composta da Carlo Pace Napoleone dell'Ospedale Regina Margherita di Torino, Giuseppe Toscano dell'Azienda ospedaliera dell'Università di Padova, Amedeo Terzi dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Rachele Adorisio e Lorenzo Galletti dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma, Guido Oppido dell'Ospedale Monaldi di Napoli. Dopo la visita ci sarà una riunione tra gli esperti in cui si deciderà se il bimbo possa essere sottoposto al trapianto.
Gli ispettori del Ministero
In mattinata sono arrivati anche gli ispettori inviati dal ministero della Salute per acquisire tutti i documenti relativi alla vicenda del cuore danneggiato trapiantato. Dopo l'acquisizione della documentazione a Napoli, si trasferiranno all'ospedale di Bolzano per acquisire altro materiale documentario. È atteso invece l'arrivo del team di esperti che dovrà valutare la compatibilità del cuore nuovo, disponibile da ieri sera, da impiantare sul bambino.
Un cuore nuovo
Intanto si accende un lumicino di speranza, forse l’ultimo e il più atteso, per il piccolo di due anni che da quasi due mesi lotta per la vita al Monaldi di Napoli. Nella serata di ieri, la madre Patrizia Mercolino è stata convocata d'urgenza dai sanitari: è disponibile un nuovo cuore. L'annuncio, confermato dall'avvocato Francesco Petruzzi: se la compatibilità sarà confermata e l'organo assegnato definitivamente al piccolo, l'intervento di ritrapianto inizierà immediatamente dopo l'arrivo del cuore a Napoli.
Le telefonata della premier Meloni
Questa notizia arriva in una giornata densa di emozioni e tensione. Solo poche ore prima, la madre aveva ricevuto la telefonata della premier Giorgia Meloni, che le ha espresso solidarietà assicurando il massimo impegno istituzionale. Una vicinanza necessaria, dato che il quadro clinico resta drammatico: gli esperti del Bambin Gesù hanno evidenziato un'insufficienza multiorgano e un'infezione che rendono l'operazione un rischio estremo.
Il maxiconsulto
Proprio per sciogliere questi nodi, oggi è previsto il maxiconsulto con luminari da Padova, Bergamo e Torino, mentre gli ispettori del Ministero della Salute varcheranno la soglia dell'ospedale per fare luce su quanto accaduto. Parallelamente, l'inchiesta della Procura di Napoli sta scoperchiando dettagli sconcertanti.
Il trasporto dell'organo
È emerso che il cuore "bruciato" del primo trapianto fu trasportato in un contenitore rudimentale, simile a una ghiacciaia per bibite, nonostante il Monaldi avesse in dotazione box tecnologici all'avanguardia. Pare che lo strumento moderno sia stato scartato perché il personale non era adeguatamente formato per utilizzarlo.
Se fosse stato usato il box hi-tech, i sensori avrebbero segnalato immediatamente il gelo eccessivo prodotto dal ghiaccio secco, salvando l'organo. Al momento sono sei gli indagati per lesioni colpose tra le équipe di espianto e trapianto, ma l'indagine si sta allargando anche alle responsabilità dei sanitari di Bolzano.
Ore di attesa
Mentre la giustizia segue il suo corso e la politica si muove, l'intera città trattiene il fiato per il bambino, il "piccolo guerriero" che, attaccato a un macchinario Ecmo, attende che quel nuovo cuore possa finalmente battere nel suo petto. L'inchiesta della Procura di Napoli sul caso del bambino di due anni che ha ricevuto un cuore danneggiato sta portando alla luce dettagli inquietanti sulle procedure di trasporto dell'organo.
Gli inquirenti, guidati dal pm Giuseppe Tittaferrante e dall'aggiunto Antonio Ricci, si stanno concentrando sul contenitore utilizzato per il trasferimento da Bolzano al Monaldi: un box termico descritto come analogo a quelli impiegati per il trasporto di bibite, privo di sistemi di monitoraggio della temperatura e considerato ormai "fuori dalle linee guida". Le indagini mirano a verificare la catena di presunte omissioni, con particolare attenzione alla tipologia di ghiaccio adoperata e a un possibile "rabbocco" avvenuto in Alto Adige prima della partenza.
Gli indagati
Al momento il registro degli indagati conta sei nomi tra i componenti delle due équipe napoletane (espianto e trapianto), ma il numero potrebbe crescere qualora emergessero responsabilità anche presso la struttura di Bolzano. Sul piano istituzionale, la giornata di ieri ha visto un'accelerazione dei contatti ai massimi livelli. Il Ministro della Salute Orazio Schillaci e il presidente della Regione Campania Roberto Fico si sono incontrati per coordinare l'azione ispettiva. Fico ha annunciato l'invio al Ministero di una relazione dettagliata.
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