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Scuola
18 Febbraio 2026 - 08:25
NAPOLI. La mattinata di ieri al Liceo Alberti di Napoli è stata segnata da una doppia velocità: all'esterno la protesta vibrante di centinaia di studenti e genitori, all'interno il sopralluogo tecnico decisivo per il futuro del plesso.
Mentre i manifestanti chiedevano a gran voce il ripristino del diritto allo studio, i tecnici della Città Metropolitana, la dirigente Silvia Parigi e i rappresentanti della V Municipalità Vomero-Arenella hanno firmato un verbale congiunto che traccia il cronoprogramma per l'uscita dall'emergenza.
Secondo quanto emerso dal verbale, i lavori antincendio necessari per questa fase critica termineranno entro la fine della prossima settimana. Con la presentazione della nuova Scia antincendio, prevista tra una decina di giorni, l'istituto potrà accogliere circa 500 studenti (il doppio rispetto agli attuali 240), sebbene con limitazioni che riguarderanno ancora il terzo piano e i locali seminterrati.
Per il ritorno alla piena normalità di tutti i mille iscritti, la Città Metropolitana ha programmato ulteriori interventi durante i mesi estivi, con l'obiettivo di rendere l'intero plesso fruibile da settembre 2026.
Per quanto riguarda la scala antincendio esterna, il cui distacco parziale ha originato il blocco delle lezioni lo scorso 24 gennaio, i tempi si preannunciano più lunghi: occorrerà circa un mese e mezzo per il consolidamento e il rimontaggio, a cui dovrà seguire il collaudo obbligatorio prima dell'utilizzo. Nonostante le promesse tecniche, la tensione resta alta.
Il deputato Francesco Emilio Borrelli (Europa Verde), presente alla manifestazione, ha preannunciato un'interrogazione parlamentare, definendo la situazione un «dramma istituzionale». Resta infatti il nodo della didattica a distanza: nonostante il favore del Consiglio di Istituto, l'Ufficio Scolastico Regionale ha ribadito il suo no, spiegando che l'emergenza edilizia non giustifica l'uso della Dad come avvenuto per quella sanitaria.
In questo clima di incertezza, il consigliere municipale Rino Nasti ha invocato una «catena di solidarietà» tra le scuole del territorio per ridistribuire gli spazi, nel timore che le rassicurazioni di piazza Matteotti possano rivelarsi insufficienti per garantire il completamento dell'anno scolastico in corso.
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