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Brotech, dalla periferia di Napoli al mercato globale

Gianluca, Antonio e Alessandro: «Il nostro sogno è diventare un brand internazionale»

Brotech, dalla periferia di Napoli al mercato globale

Dalla passione per la tecnologia nata quasi per gioco a un progetto imprenditoriale che guarda oltre i confini nazionali. È la storia di Brotech, l’azienda fondata da tre giovani under 30 di Pianura – i fratelli Gianluca e Alessandro De Voto con Antonio Castiglione – che in pochi anni hanno trasformato una piccola attività artigianale in una realtà in crescita con l’ambizione di espandersi a livello internazionale. L’avventura imprenditoriale prende forma circa cinque anni fa in uno dei quartieri più complessi della periferia occidentale di Napoli. Una scelta non casuale, spiegano i fondatori: «Abbiamo deciso di partire da Pianura sia per motivi economici sia per il forte legame con il territorio. Volevamo dimostrare che anche dalle periferie possono nascere progetti innovativi e competitivi».

La prima sede viene aperta in via Montagna Spaccata, punto strategico che collega diversi quartieri dell’area flegrea. Qui nasce il primo laboratorio, inizialmente realizzato interamente con il lavoro manuale dei tre soci. «Abbiamo progettato e costruito tutto da soli – raccontano – dagli arredi agli spazi tecnici. Non avevamo grandi risorse economiche, ma tanta determinazione». Gli inizi, come spesso accade nelle storie di startup, sono stati caratterizzati da improvvisazione e spirito di adattamento. «Le prime riparazioni le abbiamo effettuate utilizzando strumenti di casa: stuzzicadenti, piccoli utensili da cucina e tutorial online. Per sistemare il primo smartphone abbiamo impiegato quattro giorni, ma quella esperienza ci ha fatto capire che potevamo trasformare la nostra passione in un lavoro».

Con il tempo la clientela cresce e, insieme alla domanda, aumentano anche le competenze tecniche e la struttura aziendale. Dopo il primo punto vendita di Pianura arrivano nuove aperture: una seconda sede a Fuorigrotta, a via Lepanto, nei pressi dello stadio ”Maradona”, e successivamente un terzo store in via Belvedere al Vomero, consolidando la presenza del marchio in diverse zone strategiche della città. Il nome dell’azienda nasce dall’unione di due parole: “bro”, abbreviazione di brother, e “tech”, technologies. «All’inizio molti lo pronunciavano in modo diverso e spesso in maniera divertente – raccontano i fondatori – ma oggi quel nome rappresenta la nostra identità: un gruppo di fratelli professionali che lavorano insieme nel settore tecnologico».

Oltre alla crescita fisica delle sedi, Brotech ha recentemente lanciato anche il proprio e-commerce, primo passo verso un progetto di espansione più ampio. «Le tre sedi sono solo l’inizio. Il nostro obiettivo è portare il marchio fuori dall’Italia e diventare un punto di riferimento internazionale nel settore delle tecnologie e dell’assistenza tecnica». Uno degli aspetti che caratterizza la filosofia aziendale è il rapporto con i collaboratori. «Crediamo molto nel concetto di squadra: imprenditori e tecnici devono sentirsi sullo stesso piano, anche dal punto di vista economico. Vogliamo costruire un ambiente di lavoro in cui i risultati siano condivisi e in cui i guadagni vengano reinvestiti per far crescere l’azienda e le persone che ne fanno parte».

Fare impresa oggi, sottolineano i giovani imprenditori, non è semplice, soprattutto partendo da zero e da contesti complessi. «Tra pandemia, crisi economiche e incertezze politiche, avviare un’attività senza capitali è una sfida enorme. Tuttavia crediamo che oggi, grazie all’accesso alle informazioni e agli strumenti digitali, chi ha determinazione possa comunque costruire opportunità concrete». I tre soci riflettono anche sul ruolo della formazione: «La scuola e l’università spesso preparano più a diventare lavoratori dipendenti che imprenditori. Oggi invece i giovani devono imparare a utilizzare attivamente le risorse disponibili, dalla rete all’intelligenza artificiale. Non esiste una formula magica per creare un business di successo: serve studio, esperienza e soprattutto capacità di mettersi in gioco».

Secondo i fondatori, il segreto per crescere è mantenere un atteggiamento pratico e dinamico. «Le informazioni sono ovunque, ma bisogna trasformarle in competenze reali. Non si può aspettare la soluzione pronta: chi vuole arrivare lontano deve costruire il proprio percorso giorno dopo giorno». Il rapporto con il territorio resta comunque centrale. «Il quartiere e i nostri concittadini ci hanno sempre sostenuto e questo per noi è motivo di grande orgoglio. Vogliamo continuare a crescere senza dimenticare le nostre radici, dimostrando che anche dalle periferie possono nascere realtà imprenditoriali capaci di competere su mercati più ampi».

La storia di Brotech rappresenta così un esempio di imprenditoria giovanile che nasce dal basso e guarda lontano, puntando su innovazione, collaborazione e spirito di iniziativa. «Siamo partiti con pochi mezzi ma con un grande sogno – concludono i tre soci – e oggi lavoriamo ogni giorno per trasformarlo in un progetto internazionale.

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