Cerca

malanapoli

Delitto Tufano, tegola sui babykiller

Faida dei ragazzini, negata la messa alla prova a sei minorenni che uccisero l’amico

Delitto Tufano, tegola sui babykiller

NAPOLI. Il processo chiamato a fare luce sull’omicidio di Emanuele Tufano, 15 anni appena, ucciso dal fuoco amico durante un’incursione armata nel quartiere Mercato, entra nella fase clou e per i sei minorenni imputati arriva subito la prima tegola. Il giudice, respingendo l’istanza delle difese, ha negato ai ragazzini la messa alla prova. Restano dunque tutti dietro le sbarre in attesa della prossima udienza. La stangata è ora dietro l’angolo. A fine mese, infatti, il pubblico ministero minorile avanzerà le richieste di condanna, che si prefigurano già tutt’altro che soft. La svolta nelle indagini era arrivata a maggio scorso, quando carabinieri e polizia eseguirono sedici arresti per due omicidi: quello di Emanuele Tufano e quello di Emanuele Durante, ritenuto erroneamente l’artefice di una trappola contro gli amici del rione Sanità. Ma in entrambi i casi le indagini hanno fatto centro, individuando i componenti dei gruppi armati in azione il 24 ottobre 2024, giorno della morte del minorenne, e i due autori dell’agguato del 15 marzo 2025 al 20enne di Forcella, che un mese prima aveva detto alla madre una frase inquietante: «Mamma, morirò presto, non dimenticartelo».

Con il coordinamento della Dda, sul primo fronte, conclusosi con 14 arresti, ha operato la polizia; sul secondo, i carabinieri. I minori coinvolti sono sei. Sono stati gli investigatori della sezione Omicidi della Squadra mobile a chiarire retroscena e fase esecutiva dell’omicidio di Tufano. Mentre sull’agguato mortale a Emanuele Durante hanno lavorato i carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto territoriale. Immagini della videosorveglianza, intercettazioni telefoniche e ambientali con microspie in questura e in caserma hanno permesso di individuare Cristian Scarallo e soci nel gruppo della Sanità (nell’orbita dei Sequino) che si spinse quella sera nel rione Mercato trovandosi alle spalle Gennaro De Martino e tre minorenni. In entrambe le parti non mancavano le armi e così partì un terribile conflitto a fuoco costato la vita a Emanuele Tufano, durato 42 secondi.

Stesse tecniche investigative per la risoluzione del caso Durante, i cui autori sono stati riconosciuti in video e in foto. Anche alcune testimonianze, poi ritrattate per paura del “sistema” , fanno parte degli atti dell’inchiesta. Per l’omicidio del 15enne sono accusato in concorso Scarallo, Giuseppe Auricchio, Vincenzo Zerobio, Francesco Esposito “pezzettino”, Raffaele Criscuolo, Mattia Buonafine e Simone Gioffredo. Con loro c’era anche Durante, a bordo del primo scooter dei sei incolonnati: 12 giovani in tutto, tra cui 4 minorenni. Non è certo ancora chi abbia sparato al 15enne. Dalle immagini si vedeva Esposito con il braccio teso mentre si gira verso i nemici alle sue spalle e spara. Dietro di lui c’era il motorino con Tufano e un altro ragazzo, M.V., entrambi colpiti, anch’essi componenti del gruppo della Sanità. Dopo l’omicidio si susseguono le telefonate tra parenti degli indagati e si fanno alcuni nomi. A maggio gli arresti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Roma

Caratteri rimanenti: 400

Logo Federazione Italiana Liberi Editori