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Notte di piombo alle Fontanelle, spari nella roccaforte della cosca

Il clan Vastarella torna sotto attacco, commando esplode sette colpi di pistola

Notte di piombo alla Fontanelle, spari nella roccaforte della cosca

NAPOLI. Tornano di nuovo in funzione le armi nel rione Sanità, dove scatta l’allarme per una possibile ripresa della guerra tra clan dopo l’intimidazione di stampo camorristico di ieri notte nella parte più antica del quartiere, in via Fontanelle a poche decine di metri da piazzetta Totò. Erano le 2 e 50 quando si è verificata una stesa, compiuta da due uomini in sella a uno scooter secondo le poche e frammentarie testimonianze raccolte finora. I pistoleri hanno fatto fuoco in aria, senza ferire nessuno né danneggiare palazzi o autovetture in sosta. A terra la polizia ha raccolto sette bossoli calibro 7,65. Le indagini sono condotte dall’Upg della questura e dalla Squadra mobile. Si sarebbe trattato secondo i primi accertamenti di un episodio da ricondurre ai contrasti tra i due clan attivi nel rione Sanità: da un lato i Sequino-Savarese e dall’altro i Vastarella, nel cui territorio d’influenza si sono verificati gli spari.

L’ipotesi più accreditata è che l’intimidazione fosse rivolta a questi ultimi, ma si capirà qualcosa di più nei prossimi giorni: gli investigatori infatti, non escludono ancora altre possibili piste. La Scientifica, accorsa sul posto, ha compiuto i rilievi mentre venivano acquisite le immagini della videosorveglianza. Attualmente, ed è lo scenario che ci restituisce l’ultima misura cautelare eseguita contro la camorra della Sanità, il clan più forte della Sanità è composto da tre gruppi che si sono uniti: i Sequino, i Savarese e i Pirozzi. «Siamo una sola cosa», si sente infatti in un’intercettazione ambientale nel corso della quale i genitori di Emanuele Durante cercavano di capire con un loro affiliato chi avesse deciso la morte del figlio. Della guerra del 2024 con i Vastarella sono stati ricostruiti tutti gli episodi, a cominciare da due irruzioni armate in un bar gestito da un parente, incensurato, del clan delle Fontanelle. Poi un omicidio, cinque ferimenti e diverse stese.

Vicende gravi, ben undici tra marzo 2024 e giugno 2025. Tutti ricostruiti dai carabinieri del Nucleo investigativo dei carabinieri di Napoli (che dipende dal Reparto territoriale agli ordini dal tenente colonnello Bagarolo) nell’indagine coordinata dalla Dda (pm Sepe, Carrano e Mozzillo della procura di Napoli guidata dal procuratore Nicola Gratteri) che culminò in otto arresti. In contemporanea all’esecuzione delle misure cautelari è stato rimosso l’altarino dedicato a Emanuele Tufano, 15enne ucciso dal fuoco amico durante un conflitto armato con giovani del quartiere Mercato legati ai Mazzarella.

La ripresa della guerra tra i Sequino e i Vastarella, storicamente nemici di camorra, è scoppiata con la scarcerazione di personaggi di peso sull’uno e sull’altro fronte. Il 17 marzo 2024 si verificò il primo episodio grave: un’intimidazione armata di diverse persone che fecero irruzione in un bar alle Fontanelle, base dei Vastarella, minacciando i titolari e i clienti in quel momento nel locale. Il 4 aprile il bis, quando gli assalitori dissero al personale che avrebbe dovuto chiudere l’attività.

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