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Napoli
19 Febbraio 2026 - 19:19
Nel riquadro mamma Patrizia
«Quello che sta succedendo in questi giorni, intorno alla tristissima vicenda di Domenico, bambino di Napoli che non può essere sottoposto ad ulteriore trapianto, secondo l'équipe di colleghi che al Monaldi hanno preso questa decisione, non interessa solo il bambino, la mamma, gli operatori, le supposte sciatterie. Di questo si occuperà chi ne ha responsabilità. Interpella tutto il Paese. Interpella le politiche in favore della donazione d'organo. Esige la centralità quotidiana nell'attenzione verso la salute e non segua la cronaca, pur drammatica, che di volta in volta ci riporta alla dura realtà».
Così sui social Francesco Vaia, già direttore della Prevenzione del ministero della Salute e oggi componente dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità.
L'ORDINE DEGLI PSICOLOGI: «SUPPORTO QUALIFICATO E CONTINUATIVO A FAMIGLIA»
Intanto l'Ordine degli Psicologi esprime «la propria vicinanza al piccolo Domenico e alla sua famiglia, nel rispetto delle valutazioni cliniche e dei principi etici che devono orientare ogni decisione di cura».
«Riteniamo essenziale che al bambino siano garantiti interventi proporzionati, appropriati e coerenti con le sue condizioni cliniche, nel pieno rispetto della sua dignità, intesa come tutela dell'integrità, del sollievo dalla sofferenza e della qualità dell'accompagnamento assistenziale. È inoltre necessario che i familiari siano sostenuti con un supporto psicologico qualificato e continuativo». Così il presidente dell'Ordine, Armando Cozzuto.
«Una vicenda di tale impatto - aggiunge Cozzuto - può generare ulteriore incertezza e insicurezza nelle persone attualmente in lista trapianto e nei loro familiari: è pertanto fondamentale rafforzare la trasparenza, la fiducia e il sostegno psicologico lungo tutto il percorso di cura».
L'INCHIESTA SI AMPLIA
Intano l'inchiesta sulla vicenda si amplia e potrebbe coinvolgere un numero sempre maggiore di professionisti sanitari. Le autorità stanno infatti procedendo all'acquisizione degli atti dall'inchiesta aperta a Bolzano, in seguito alla denuncia di una associazione di consumatori.
Secondo quanto si è appreso, la procura di Bolzano ha già depositato un esposto in entrambe le città, Napoli e Bolzano, ipotizzando una responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario, attualmente contro ignoti. Non si esclude che, nelle prossime settimane, gli investigatori possano iscrivere nel registro degli indagati anche sanitari provenienti dall’Alto Adige, con particolare attenzione alla gestione della fornitura di ghiaccio, elemento al centro di alcune delle criticità emerse.
La vicenda ha avuto inizio con una denuncia presentata da un’associazione di consumatori, successivamente approfondita dalle autorità giudiziarie. La procura di Bolzano ha comunicato che l’esposto, depositato sia a Bolzano che a Napoli, riguarda un procedimento per violazione dell’articolo 590 sexies del codice penale, relativo alla negligenza o imperizia in ambito sanitario. La stessa procura ha inoltre sottolineato come le due procure siano in contatto per valutare la competenza territoriale e proseguire con le indagini.
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