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La manifestazione
19 Febbraio 2026 - 19:34
Nonostante la pioggia battente, almeno un centinaio di persone si sono radunate questa sera in piazza Duomo a Nola per partecipare a una fiaccolata dedicata al piccolo Domenico, il bambino di poco più di due anni a cui è stato trapiantato un cuore giunto danneggiato.
L’evento, annunciato come un momento di solidarietà e vicinanza, è stato sospeso a causa delle condizioni meteorologiche avverse. I partecipanti, tra cui anziani, madri con bimbi in passeggino e cittadini di ogni età, hanno trovato riparo nel vicino Duomo, dove è stato distribuito un volantino contenente una preghiera dedicata al bambino.
Tra le mani dei partecipanti cuori, fiaccole e uno striscione con la scritta “Per il nostro guerriero”, che è stato posto sull'altare.
Un altro momento di preghiera si era tenuto in mattinata nella parrocchia Maria Santissima della Stella di Nola, a cui avevano preso parte anche i genitori del piccolo.
«La vita di Domenico - ha detto monsignor Pasquale Capasso, vicario generale della Diocesi di Nola - non è sciupata se ha prodotto e produce questo moto di cambiamento: “il dopo" non sarà più come “il prima"».
«VICENDA CHE INTERPELLA TUTTO IL PAESE»
Poche ore prima le parole di Francesco Vaia, già direttore della Prevenzione del ministero della Salute e oggi componente dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. «Quello che sta succedendo in questi giorni, intorno alla tristissima vicenda di Domenico, bambino di Napoli che non può essere sottoposto ad ulteriore trapianto, secondo l'équipe di colleghi che al Monaldi hanno preso questa decisione, non interessa solo il bambino, la mamma, gli operatori, le supposte sciatterie. Di questo si occuperà chi ne ha responsabilità. Interpella tutto il Paese. Interpella le politiche in favore della donazione d'organo. Esige la centralità quotidiana nell'attenzione verso la salute e non segua la cronaca, pur drammatica, che di volta in volta ci riporta alla dura realtà».
L'ORDINE DEGLI PSICOLOGI: «SUPPORTO QUALIFICATO E CONTINUATIVO A FAMIGLIA»
Intanto l'Ordine degli Psicologi esprime «la propria vicinanza al piccolo Domenico e alla sua famiglia, nel rispetto delle valutazioni cliniche e dei principi etici che devono orientare ogni decisione di cura».
«Riteniamo essenziale che al bambino siano garantiti interventi proporzionati, appropriati e coerenti con le sue condizioni cliniche, nel pieno rispetto della sua dignità, intesa come tutela dell'integrità, del sollievo dalla sofferenza e della qualità dell'accompagnamento assistenziale. È inoltre necessario che i familiari siano sostenuti con un supporto psicologico qualificato e continuativo». Così il presidente dell'Ordine, Armando Cozzuto.
«Una vicenda di tale impatto - aggiunge Cozzuto - può generare ulteriore incertezza e insicurezza nelle persone attualmente in lista trapianto e nei loro familiari: è pertanto fondamentale rafforzare la trasparenza, la fiducia e il sostegno psicologico lungo tutto il percorso di cura».
L'INCHIESTA
Intanto l'inchiesta sulla vicenda si amplia e potrebbe coinvolgere un numero sempre maggiore di professionisti sanitari. Le autorità stanno infatti procedendo all'acquisizione degli atti dall'inchiesta aperta a Bolzano, in seguito alla denuncia di una associazione di consumatori, anche se inizialmente si era parlato di Federconsumatori Napoli.
Secondo quanto si è appreso, la procura di Bolzano ha già depositato un esposto in entrambe le città, Napoli e Bolzano, ipotizzando una responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario, attualmente contro ignoti. Non si esclude che gli investigatori possano iscrivere nel registro degli indagati anche sanitari provenienti dall’Alto Adige, con particolare attenzione alla gestione della fornitura di ghiaccio, elemento al centro di alcune delle criticità emerse.
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