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malanapoli
20 Febbraio 2026 - 08:41
NAPOLI. Se non è un terremoto poco ci manca. Una serie di parentele “ingombranti”, sponda clan Contini e, ad appena ventidue anni, già una sfilza di guai con la legge. Il suo debito con la giustizia è però ormai quasi saldato e per lui si sono riaperte le porte del carcere con ampio anticipo. Dopo la condanna soft rimediata pochi giorni fa, Patrizio Bosti junior, nipote dell’omonimo capoclan e figlio del ras Ettore Bosti, ha ricevuto ieri l’ennesima notizia favorevole. Il tribunale di Sorveglianza di Napoli, accogliendo l’istanza presentata dai difensori del giovane, i penalisti Domenico Dello Iacono ed Elisabetta Valentino, ha disposto per lui il prosieguo dell’espiazione pena - sei mesi appena - agli arresti domiciliari. Già ieri Bosti ha così lasciato l’istituto di Secondigliano per fare rientro nella sua abitazione nel rione San Giovanniello.
Il 10 febbraio il rampollo, già protagonista in negativo della feroce aggressione fuori il ristorante di via dei Tribunali “Cala la pasta”, era stato condannato ad appena due anni per un controversa vicenda che lo aveva visto protagonista. Doveva rispondere di due nuove pesanti accuse: la detenzione di un telefono clandestino in cella, registrata il 6 marzo 2023, e di evasione dai domiciliari. Il pm aveva chiesto una condanna a sei anni di reclusione. Il gip Dello Stretto, sposando la linea del tandem difensivo Dello Iacono-Valentino, ha escluso però l’aggravante della finalità mafiosa e condannato il nipote del ras a soli due anni di carcere. Pene miti anche per i coimputati Giorgio Marasco e Salvatore Motti.
Arrestato e condannato in primo grado con la concessione degli arresti in casa, Patrizio Bosti junior a maggio precedente “ruppe” i domiciliari dandosi alla fuga. Sparì da Torino, città in cui aveva scelto di vivere nel periodo da recluso tra quattro confortevoli mura, così come aveva fatto l’amico e complice Giorgio Marasco, bloccato il 26 luglio a Forcella dai Falchi della Squadra mobile. Entrambi sono stati anche accusati e condannati per aver partecipato all’aggressione consumatasi all’esterno del ristorante “Cala la Pasta” ai danni di due turisti argentini.
Era il 15 maggio 2022 e subito le indagini presero la piega desiderata dagli investigatori con l’individuazione dei presunti responsabili. Per il nipote del boss del clan Contini la latitanza è durata fino ad agosto 2024. Patrizio Bosti, omonimo del nonno ras e figlio di Ettore Bosti, e Marasco avrebbero avuto ruoli simili nella vicenda che fece molto scalpore in città, originata da un “cavallo” su una moto enduro di Gennaro Vitone, “forcellano” con amicizie nel gruppo Contini-Bosti. La lite conseguente provocò due ferimenti ai tavolini di “Cala la Pasta” ai Tribunali e fece scattare un’indagine che a quattro arresti. La terribile vicenda scosse parecchio l’opinione pubblica, anche perché durante quei momenti di puro Far West anche la moglie del titolare, che venne travolta, riportò gravi conseguenze fisiche. Nonostante ciò, per Bosti jr si sono riaperte le porte del carcere.
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