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il caso del trapianto fallito
20 Febbraio 2026 - 08:52
NAPOLI. L'inchiesta sul tragico caso del piccolo Domenico, il bambino di due anni che lotta tra la vita e la morte al Monaldi di Napoli, sta portando alla luce una sequenza di errori sistemici e procedurali di inaudita gravità. Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli in stretta collaborazione con quella di Bolzano (che ha aperto un fascicolo per lesioni personali in ambito sanitario), si stanno concentrando sulle ore cruciali del 23 dicembre scorso, quando un cuore destinato a salvare una vita è arrivato a destinazione trasformato in un blocco di ghiaccio.
Dagli audit dell'ospedale Monaldi e dalle prime risultanze investigative emerge che il danno irreparabile all'organo si sarebbe originato nella sala operatoria dell'ospedale San Maurizio di Bolzano. L'équipe giunta da Napoli per l'espianto, composta da una cardiochirurga e un assistente, si sarebbe accorta che il ghiaccio portato per il trasporto era insufficiente. A quel punto, è stato chiesto un "rabbocco" al personale di sala altoatesino. Secondo le testimonianze raccolte, un operatore avrebbe versato nel contenitore isotermico ciò che appariva come normale ghiaccio tritato ma che, in realtà, era ghiaccio secco (anidride carbonica allo stato solido). Mentre il ghiaccio tradizionale mantiene una temperatura prossima allo 0°C, il ghiaccio secco raggiunge i - 78,5°C, una temperatura che ha letteralmente congelato l'organo, distruggendone le cellule.
Nessuno dei presenti, né l'équipe di espianto né il personale locale, si sarebbe accorto dello scambio fatale prima di chiudere il box e partire verso Napoli. Il dramma ha raggiunto il culmine una volta che il contenitore è arrivato al Monaldi. Secondo i verbali dell'audit, si è verificato un secondo, gravissimo errore procedurale. Il primario di Cardiochirurgia, Guido Oppido, avrebbe proceduto all'asportazione del cuore malato del bambino prima ancora di verificare le condizioni dell'organo donato. Il chirurgo ha dichiarato di aver ricevuto conferma che tutto fosse conforme, ma tale versione non troverebbe riscontro nelle testimonianze degli altri membri dell'équipe.
Quando il box è stato finalmente aperto, i medici si sono trovati di fronte a una scena agghiacciante: il secchiello contenente il cuore era completamente inglobato in un blocco di ghiaccio ed era impossibile estrarlo. Nonostante il "forte sospetto" di un danno da congelamento, i chirurghi si sono trovati in una trappola procedurale: non essendoci alternative e avendo già asportato il cuore di Domenico, hanno deciso di tentare comunque l'impianto. L'organo, ovviamente, non è mai ripartito, rendendo necessario l'uso immediato della circolazione extracorporea.
Attualmente a Napoli risultano indagate sei persone per lesioni colpose gravissime, ma la Procura è pronta a iscrivere nuovi nomi nel registro degli indagati, estendendo la responsabilità anche al personale sanitario di Bolzano che ha materialmente fornito il ghiaccio secco. Gli ispettori del Ministero della Salute, guidati da Orazio Schillaci, stanno ultimando l'acquisizione dei documenti al Monaldi per poi spostarsi in Alto Adige, dove si cercherà di capire perché in una sala operatoria pediatrica fosse disponibile ghiaccio secco in una forma tale da essere confuso con quello idrico.
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