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Alla Sanità si spara ancora: è già il secondo raid

Settimana da incubo per il rione, questa volta l’allarme scatta allo Scudillo: 21 fori su un cartello

Alla Sanità si spara ancora: è già il secondo raid

NAPOLI. Potrebbe essere il segnale del riarmo dei clan del rione Sanità, il secondo dopo la stesa dell’altra notte alle Fontanelle. Questa volta si è sparato in salita Scudillo in circostanze non ancora completamente chiare: alcuni testimoni avrebbero riferito ai carabinieri di aver visto due persone in scooter allontanarsi dopo aver fatto fuoco a ripetizione contro un tabellone segnaletico, effettivamente trovato pieno di fori da proiettili.

La particolarità sta nel fatto che a terra non sono stati trovati bossoli: un piccolo giallo su cui sono al lavoro i militari della compagnia Stella. Per il momento si seguono diverse piste tra cui la ripresa della guerra nel quartiere tra i due gruppi malavitosi ritenuti attivi: da un lato l’alleanza a tre che comprende i Sequino, i Savarese e i Pirozzi; sull’altro fronte, i Vastarella.

Ma non è escluso che entrambi gli episodi possano ricondursi a episodi singoli, maturati comunque sempre nell’ambito della criminalità organizzata. La sparatoria in salita Scudillo, all’altezza del civico 41, è avvenuta l’altro ieri sera, intorno alle 23. Quando ai centralini delle forze dell’ordine sono arrivate alcune telefonate in allarme.

«Correte, stanno sparando». I carabinieri sono accorsi sul posto, dove poco prima qualcuno avrebbe esploso alcuni colpi di pistola verso il cartello segnaletico, che delimita un’area interdetta al passaggio pedonale, per poi allontanarsi. A terra non c’era nessun bossolo rinvenuto il cartello stradale presentava 21 fori, alcuni dei quali probabilmente erano antecedenti.

Sugli spari in via Fontanelle del 18 febbraio scorso le indagini sono condotte dall’Upg della questura e dalla Squadra mobile. Si sarebbe trattato secondo i primi accertamenti di un episodio da ricondurre ai contrasti tra i due clan attivi nel Rione Sanità: da un lato i Sequino-Savarese e dall’altro i Vastarella, nel cui territorio d’influenza si sono verificati gli spari.

L’ipotesi più accreditata è che l’intimidazione fosse rivolta a questi ultimi, ma si capirà qualcosa di più nei prossimi giorni: gli investigatori infatti, non escludono ancora altre possibili piste. La Scientifica, accorsa sul posto, ha compiuto i rilievi mentre venivano acquisite le immagini della videosorveglianza.

Attualmente, ed è lo scenario che ci restituisce l’ultima misura cautelare eseguita contro la camorra della Sanità, il clan più forte della Sanità è composto da tre gruppi che si sono uniti: i Sequino, i Savarese e i Pirozzi. “Siamo una sola cosa”, si sente infatti in un’intercettazione ambientale nel corso della quale i genitori di Emanuele Durante cercavano di capire con un loro affiliato chi avesse deciso la morte del figlio.

Della guerra del 2024 con i Vastarella sono stati ricostruiti tutti gli episodi, a cominciare da due irruzioni armate in un bar gestito da un parente, incensurato, del clan delle Fontanelle. Poi un omicidio, cinque ferimenti e diverse “stese”. Vicende gravi, ben 11 tra marzo 2024 e giugno 2025.

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