Cerca

La storia

Una tragica parabola cominciata con la speranza di un trapianto

Il 23 dicembre scorso il piccolo Domenico era entrato in sala operatoria per un cuore nuovo, poi la terribile sentenza

Una tragica parabola cominciata con la speranza di un trapianto

Il piccolo Domenico

La storia del piccolo Domenico, che aveva solo due anni e quattro mesi, era iniziata sotto il segno della speranza il 23 dicembre scorso, quando era entrato in sala operatoria per sostituire il proprio cuore, affetto da una grave cardiopatia dilatativa.

Dopo ore di attesa, l'esito era apparso subito drammatico: il bambino era uscito dall'intervento in coma farmacologico e collegato all'Ecmo, con i medici che si limitavano a riferire che il cuore nuovo non era ripartito. Solo nelle settimane successive, attraverso rivelazioni giornalistiche, era emerso il dettaglio agghiacciante che ha cambiato il corso delle indagini: l'organo donato era giunto a Napoli irrimediabilmente danneggiato perché congelato durante il trasporto da Bolzano.

L'utilizzo di ghiaccio secco a temperature proibitive, invece del ghiaccio tradizionale, aveva trasformato il cuore in un blocco solido, un danno di cui il cardiochirurgo si sarebbe accorto solo all'apertura del contenitore isotermico, quando ormai il cuore originario del piccolo era già stato asportato.

L'inchiesta giudiziaria della Procura di Napoli, che attualmente vede indagati sei professionisti tra medici e paramedici, punta ora a chiarire ogni passaggio di questa catena di errori. Le indagini hanno evidenziato criticità non solo nella scelta del refrigerante, ma anche nella dotazione tecnica del team, partito con un contenitore privo di termostato che avrebbe potuto segnalare l'anomalo abbassamento della temperatura.

La speranza di un secondo trapianto, riaccesa brevemente dalla disponibilità di un nuovo organo proprio pochi giorni fa, si è spenta definitivamente davanti al parere negativo dell'Heart Team nazionale. Gli specialisti hanno dovuto constatare che il fisico di Domenico, provato da emorragie cerebrali, infezioni e dal prolungato supporto meccanico, non avrebbe retto un nuovo intervento.

Dopo la dolorosa decisione della famiglia di procedere con la desistenza terapeutica avviata nella giornata di ieri, il piccolo Domenico ha smesso di lottare, lasciando dietro di sé una vicenda che ha scosso profondamente la coscienza dell'intero Paese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Roma

Caratteri rimanenti: 400

Logo Federazione Italiana Liberi Editori