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Il dramma di Domenico
23 Febbraio 2026 - 08:28
NAPOLI. L'esterno dell'ospedale Monaldi di Napoli è diventato il fulcro di un cordoglio silenzioso e profondo, dove il passaggio incessante di cittadini comuni, giovani coppie e famiglie testimonia la ferita aperta lasciata dalla morte del piccolo Domenico.
Tra i tanti omaggi che continuano ad accumularsi all'ingresso della struttura — fiori, biglietti carichi di affetto e peluche — spicca un palloncino blu con una scritta che sembra riassumere il sentimento collettivo di un'intera città: "Domenico, perdonaci".
In un’atmosfera di raccoglimento, interrotta solo dal transito delle auto del personale sanitario, Napoli scuote il capo incredula davanti a un dramma che ha trasformato un raggio di speranza in un calvario durato due mesi. Tra le persone che hanno scelto di rendere omaggio al bambino, la presenza di Alessandro e Daniela ha portato una testimonianza di dolore e consapevolezza particolarmente toccante.
I due, fondatori dell'associazione "Le creazioni di Sara", hanno vissuto un'esperienza speculare con la figlia sedicenne, scomparsa il 4 gennaio 2025 dopo 377 giorni di lotta contro la leucemia tra Napoli e Roma. Portando dei fiori per Domenico, hanno ricordato i cinquanta giorni passati dalla loro ragazza in rianimazione e gli effetti devastanti di una cura sperimentale che, nel tentativo estremo di salvarla, ne aveva compromesso la dignità.
Proprio sul concetto di dignità si è soffermato Alessandro, lanciando un monito al mondo della medicina: è fondamentale che gli ospedali tutelino il decoro della persona, evitando che la ricerca della vita a ogni costo sfoci in un accanimento terapeutico privo di reali benefici per il paziente.
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