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Il dramma di Domenico

Pellegrinaggio in ospedale, fiori, palloncini e biglietti: «Domenico perdonaci»

Cittadini si inchinano al dolore della famiglia in un’atmosfera irreale e immersa nel silenzio

Pellegrinaggio in ospedale, fiori, palloncini e biglietti: «Domenico perdonaci»

NAPOLI. L'esterno dell'ospedale Monaldi di Napoli è diventato il fulcro di un cordoglio silenzioso e profondo, dove il passaggio incessante di cittadini comuni, giovani coppie e famiglie testimonia la ferita aperta lasciata dalla morte del piccolo Domenico.

Tra i tanti omaggi che continuano ad accumularsi all'ingresso della struttura — fiori, biglietti carichi di affetto e peluche — spicca un palloncino blu con una scritta che sembra riassumere il sentimento collettivo di un'intera città: "Domenico, perdonaci".

In un’atmosfera di raccoglimento, interrotta solo dal transito delle auto del personale sanitario, Napoli scuote il capo incredula davanti a un dramma che ha trasformato un raggio di speranza in un calvario durato due mesi. Tra le persone che hanno scelto di rendere omaggio al bambino, la presenza di Alessandro e Daniela ha portato una testimonianza di dolore e consapevolezza particolarmente toccante.

I due, fondatori dell'associazione "Le creazioni di Sara", hanno vissuto un'esperienza speculare con la figlia sedicenne, scomparsa il 4 gennaio 2025 dopo 377 giorni di lotta contro la leucemia tra Napoli e Roma. Portando dei fiori per Domenico, hanno ricordato i cinquanta giorni passati dalla loro ragazza in rianimazione e gli effetti devastanti di una cura sperimentale che, nel tentativo estremo di salvarla, ne aveva compromesso la dignità.

Proprio sul concetto di dignità si è soffermato Alessandro, lanciando un monito al mondo della medicina: è fondamentale che gli ospedali tutelino il decoro della persona, evitando che la ricerca della vita a ogni costo sfoci in un accanimento terapeutico privo di reali benefici per il paziente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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