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Precari sanità, Cisl Fp proclama lo stato di agitazione

D’Emilio: «Stabilizzare subito il personale»

Precari sanità, Cisl Fp proclama lo stato di agitazione

Luigi D’Emilio

La Cisl Funzione Pubblica di Napoli ha proclamato lo stato di agitazione del personale con contratti di lavoro precario nelle aziende ospedaliere e sanitarie dell’area metropolitana. La protesta nasce, sottolinea il segretario generale Luigi D’Emilio in una lettera inviata ai livelli istituzionali interessati, “per la mancata corretta, coerente e uniforme applicazione delle disposizioni normative vigenti in materia di superamento del precariato”.

La legge finanziaria 2026 ha prorogato al 31 dicembre i termini temporali per l’attivazione delle procedure per la stabilizzazione del personale e per la reinternalizzazione dei servizi precedentemente esternalizzati. Ma a tuttora, lamenta il sindacato, “non arrivano segnali dalla Regione in direzione dell’applicazione uniforme della norma”. Anche il tentativo di conciliazione esperito in prefettura, presenti solo alcune delle aziende e degli ospedali del territorio, non è andato a buon fine. Per cui ora la Funzione Pubblica passa alla protesta.

“Abbiamo chiesto – sostiene D’Emilio – di organizzare un tavolo di confronto nel più breve tempo possibile per evitare il rischio che le varie aziende pongano in essere atti contrari e preclusivi alla stabilizzazione bandendo anche concorsi senza la riserva dei posti, come ha cercato di fare l’Asl Napoli 3 Sud contro cui abbiamo avviato le procedure giudiziarie, o per ulteriori assunzioni temporanee, che farebbe ulteriormente crescere la quota dei precari, anziché far entrare nei ruoli organici gli addetti in attesa. Ma la Direzione Generale della Salute continua a prendere tempo mostrando grande irresponsabilità sul tema. Perciò non ci resta – conclude il leader della categoria – che procedere con la mobilitazione. Nei prossimi giorni organizzeremo dei sit-in presso le aziende di Napoli della provincia e non escludiamo, in assenza di risposte, di arrivare anche allo sciopero. Non si gioca sulla pelle di 600 lavoratori che hanno prestato e prestano servizio a tempo determinato con varie tipologie contrattuali. La legge dice che chi ha lavorato per 18 mesi anche non continuativi dal gennaio 2020 in avanti ha titolo alla stabilizzazione, e noi ci batteremo affinchè venga rispettata senza perdere altro tempo”.

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