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Lavoro
23 Febbraio 2026 - 14:32
Luigi D’Emilio
La Cisl Funzione Pubblica di Napoli ha proclamato lo stato di agitazione del personale con contratti di lavoro precario nelle aziende ospedaliere e sanitarie dell’area metropolitana. La protesta nasce, sottolinea il segretario generale Luigi D’Emilio in una lettera inviata ai livelli istituzionali interessati, “per la mancata corretta, coerente e uniforme applicazione delle disposizioni normative vigenti in materia di superamento del precariato”.
La legge finanziaria 2026 ha prorogato al 31 dicembre i termini temporali per l’attivazione delle procedure per la stabilizzazione del personale e per la reinternalizzazione dei servizi precedentemente esternalizzati. Ma a tuttora, lamenta il sindacato, “non arrivano segnali dalla Regione in direzione dell’applicazione uniforme della norma”. Anche il tentativo di conciliazione esperito in prefettura, presenti solo alcune delle aziende e degli ospedali del territorio, non è andato a buon fine. Per cui ora la Funzione Pubblica passa alla protesta.
“Abbiamo chiesto – sostiene D’Emilio – di organizzare un tavolo di confronto nel più breve tempo possibile per evitare il rischio che le varie aziende pongano in essere atti contrari e preclusivi alla stabilizzazione bandendo anche concorsi senza la riserva dei posti, come ha cercato di fare l’Asl Napoli 3 Sud contro cui abbiamo avviato le procedure giudiziarie, o per ulteriori assunzioni temporanee, che farebbe ulteriormente crescere la quota dei precari, anziché far entrare nei ruoli organici gli addetti in attesa. Ma la Direzione Generale della Salute continua a prendere tempo mostrando grande irresponsabilità sul tema. Perciò non ci resta – conclude il leader della categoria – che procedere con la mobilitazione. Nei prossimi giorni organizzeremo dei sit-in presso le aziende di Napoli della provincia e non escludiamo, in assenza di risposte, di arrivare anche allo sciopero. Non si gioca sulla pelle di 600 lavoratori che hanno prestato e prestano servizio a tempo determinato con varie tipologie contrattuali. La legge dice che chi ha lavorato per 18 mesi anche non continuativi dal gennaio 2020 in avanti ha titolo alla stabilizzazione, e noi ci batteremo affinchè venga rispettata senza perdere altro tempo”.
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