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Agguati e stese tra ex Contini, due secoli ai ras della Cittadella

Faida nell’area est, il gruppo Lucarelli incassa 18 condanne in primo grado

Agguati e stese tra ex Contini, due secoli ai ras della Cittadella

NAPOLI. Faida interna al clan Contini, prima raffica di condanne - ben diciotto - per i ras che volevano conquistare il controllo degli affari criminali nella “Cittadella” di Casoria a suon di stese e agguati. Il processo di primo grado celebrato con il rito abbreviato si è concluso ieri pomeriggio con la decisione del gup Aufieri, che ha inflitto quasi due secoli di carcere. Mano pesante del giudice soprattutto nei confronti dei tre capi del gruppo dei Lucarelli, scissionisti della paranza della Stadera, che hanno rimediato venti anni a testa. Non sono però mancati alcuni colpi di scena, con pene più miti rispetto a quanto chiesto dal pubblico ministero.

Questo, nel dettaglio, il dispositivo di sentenza pronunciato ieri dal gup Aufieri: Vittorio Albano, 12 anni e 2 mesi; Leopoldo Aprea, 2 anni e 8 mesi; Lucio Cammarota, 10 anni e 8 mesi; Feliciano Ciccarelli, 12 anni; Francesco De Angelis, 3 anni; Mario Rosario De Martino, 20 anni; Bruno Ferrioli, 11 anni e 2 mesi; Gioele Lucarelli, 20 anni; Iolanda Lucarelli, 9 anni e 2 mesi; Pietro Lucarelli, 20 anni; Antonio Lucarelli, 11 anni e 6 mesi; Salvatore Mari, 4 anni; Nicoletta Mascaro, 3 anni; Gennaro Ottaiano, 15 anni; Giuseppe Pastore, 4 anni; Marcella Spiniello, 10 anni e 8 mesi; Salvatore Tolino, 8 anni e 10 mesi; Ciro Tropeano, 3 anni e 6 mesi.

Il verdetto, viste anche le pesanti richieste della Procura, è stato accolto con moderata soddisfazione del collegio difensivo, composto tra gli altri dagli avvocati Salvatore D’Antonio, Luigi Poziello, Domenico Dello Iacono Luca Mottola e Giuseppe Gallo. Le indagini della polizia, alla fine del giugno del 2024, avevano portato all’esecuzione di tredici arresti a fronte di trenta indagati. Accertamenti cominciati con il ferimento di Gioele Lucarelli il 20 settembre 2021.

Nel corso dell’inchiesta si è scoperto che l’agguato rappresentava la risposta a un altro episodio simile, avvenuto il 2 settembre 2021 ai danni di Gennaro De Stefano, alias “fell ’e carn”. Vicende generate dalla forte tensione all’interno del “gruppo della Stadera”, costola del clan Contini, in seno al quale era maturata una violenta scissione. La nuova compagine capeggiata dai Lucarelli, oltre alla vendita al dettaglio dello stupefacente, avrebbe fornito a sua volta droga a piazze stanziali di Ponticelli e Secondigliano, ad Avellino e a quella gestita all’interno del carcere di Salerno, dove uno degli indagati era recluso.

Nelle occasioni in cui i gestori delle attività di spaccio non onoravano i debiti accumulati, venivano attuate condotte estorsive. È emerso, inoltre, che il gruppo aveva disponibilità di armi. Durante l’attività investigativa, infatti, si è chiarito un ferimento a colpi d’arma da fuoco avvenuto il 17 dicembre 2019, da inquadrare nell’ambito dello scontro, in atto all’epoca, tra i gruppi di pusher della “Stadera” e quelli del “rione Bronx”. Ieri pomeriggio la prima sfilza di condanne, con ras e gregari delle due paranze rivali che si sono visti infliggere oltre 180 anni di reclusione.

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