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capodimonte
24 Febbraio 2026 - 08:58
NAPOLI. L’errore arbitrale in Atalanta-Napoli, oltre a penalizzare la squadra azzurra in Campionato, stava per provocare una tragedia in un’abitazione di Capodimonte, deve una donna ha ferito a un fianco con un coltello il marito 40enne davanti alla figlia 13enne, terrorizzata. Un taglio profondo, tanto che l’uomo è ancora ricoverato all’Ospedale del Mare anche se per fortuna non in pericolo di vita. Lei è stata arrestata dai carabinieri. La ricostruzione della vicenda è completa. Intorno alle 16 nell’appartamento di Capodimonte ci sono marito, moglie e figlia di 13 anni: lui a guardare la partita in televisione, la signora in una stanza attigua a sistemare la cucina dopo il pranzo domenicale.
La gara tra il Napoli e i bergamaschi è tesa e si sa che i tifosi vivono con particolare passione ogni fase di gioco, soprattutto se in palio ci sono punti importanti. L’annullamento del gol a inizio secondo tempo, dopo il rigore prima concesso e poi negato, è la classica goccia che fa traboccare il vaso nell’umore del 40enne, che sbrocca e pronuncia una serie infinita di parolacce. La moglie equivoca e pensa che siano rivolte a lei. Prima lo accoltella, poi lancia altre lame e una di esse si conficca nel muro del soggiorno. Alla base del dramma dunque, le imprecazioni del tifoso del Napoli in due fasi: prima per il rigore negato e poi per il gol annullato. Una reazione più che colorita, cosicché volano anche parole offensive.
Sono rivolte all’arbitro ma la moglie, napoletana di 35 anni, pensa che gli insulti siano per lei. Minaccia il marito, dicendogli di andare via o l’avrebbe accoltellato. Al comprensibile rifiuto dell’uomo, attaccato alla televisione, impugna un paio di forbici e gliele lancia contro. Poi prende dal cassetto un coltello da cucina e tenta di colpire l’uomo al fianco sinistro. Mancando anche questa volta l’obbiettivo, la donna punta all’altro fianco e questa volta fa centro. Sanguinante, il 40enne compone prima il 112, poi il 118. La moglie non si ferma e, durante la telefonata, tira altri coltelli contro il compagno di vita (non si sa ancora per quanto, visto l’accaduto).
Uno si conficca nel muro ed è lì che i carabinieri della stazione di Capodimonte lo trovano quando arrivano sulla scena. Complessivamente di coltelli ne ha lanciati cinque. La 35enne finisce in manette per maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate ed è ora in carcere. È stata denunciata anche per porto di coltello perché nella borsa i militari dell’Arma trovano altre tre lame, tra cui un “apriostriche”. Scavando nel passato della coppia, piuttosto movimentato, è stato già vittima di altri accoltellamenti, entrambi a giugno dell’anno scorso uno il 17 e l’altro il 29. Tutt’e due le volte è stata sporta denuncia e a piede libero dovrà risponderne. Nel primo caso la vittima subì lesioni guaribili in sette giorni; nel secondo, quando fu colpito al braccio destro, se la cavò con una prognosi di cinque giorni. Inoltre la donna avrebbe minacciato diverse volte anche di colpirlo durante il sonno.
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