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fondi europei
24 Febbraio 2026 - 18:08
Vincenzo Vinciguerra
NAPOLI. A sei mesi dalla scadenza europea del 31 agosto 2026, l’Italia affronta la fase più delicata del Piano nazionale di ripresa e resilienza e, come sottolinea Vincenzo Vinciguerra, esperto in fondi europei e finanza agevolata, la vera sfida non è più l’accesso alle risorse, ma la capacità di trasformarle in risultati concreti.
Dopo le revisioni approvate in sede UE, la dotazione complessiva del Pnrr ammonta a 194,4 miliardi di euro, di cui 71,8 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti; con l’ottava rata l’Italia ha già incassato 153,2 miliardi, pari al 79 per cento del totale.
Tuttavia, sul fronte degli obiettivi risultano raggiunti 366 milestone e target su 575, pari al 63,7 per cento, mentre 209 traguardi restano concentrati nell’ultimo miglio. A fine novembre 2025, 416.320 progetti risultano in chiusura o completati, il 75,6 per cento, ma 120.193 sono ancora in esecuzione, con una spesa sostenuta che supera i 101 miliardi di euro, senza coincidere automaticamente con la piena realizzazione degli interventi.
In Campania, dove si contano 27.016 progetti e a Napoli 81 interventi per quasi un miliardo di euro complessivi, il nodo centrale resta la capacità amministrativa di chiudere i cantieri, completare le verifiche e garantire servizi effettivamente attivi entro il 2026, anche alla luce delle criticità evidenziate dalla Corte dei conti e delle recenti misure di semplificazione introdotte dal Governo.
«In questa fase – sottolinea Vincenzo Vinciguerra – la differenza la farà la capacità di governance. Non basta intercettare le risorse: occorre presidiare ogni fase, dalla progettazione alla rendicontazione, fino alla piena messa a regime degli interventi».
Vinciguerra evidenzia come l’ultimo miglio del Pnrr richieda competenze tecniche, visione strategica e coordinamento tra enti locali, amministrazioni centrali e sistema produttivo. «La Campania ha davanti un’occasione irripetibile. La vera sfida non è solo spendere entro i termini, ma costruire crescita stabile, competitività e lavoro attraverso una gestione efficiente e qualificata dei fondi europei».
Il Pnrr non può restare un elenco di adempimenti amministrativi: deve tradursi in opere funzionanti, servizi efficienti e opportunità concrete per i territori. Per la Campania, l’ultimo miglio è già iniziato.
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