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Cuore bruciato
24 Febbraio 2026 - 18:26
I Carabinieri dei Nas di Trento oggi sono stati all'ospedale San Maurizio di Bolzano per farsi consegnare l'elenco di tutto il personale coinvolto nell'intera procedura di espianto e trasporto del cuore destinato al piccolo Domenico, il bambino di due anni e mezzo di Napoli morto sabato scorso. Il cuore era stato espiantato a un bimbo di quattro anni il 23 dicembre scorso ma si è danneggiato durante il trasporto. Al momento non ci sono indagati tra il personale sanitario dell'ospedale bolzanino.
OSPEDALE DEI COLLI: «CHI HA INSERITO GHIACCIO SECCO E' ELEMENTO DETERMINANTE»
«L’Azienda apprende che i Nas di Trento stanno conducendo un’inchiesta su quanto accaduto nella sala operatoria dell’Ospedale di Bolzano, al fine di accertare chi abbia inserito il ghiaccio secco nel contenitore per il trasporto dell’organo, elemento determinante nella causazione del danno e al quale sono ascrivibili le conseguenze successive». È quanto si legge in una nota dell'Azienda ospedaliera dei Colli, alla quale afferisce l'ospedale Monaldi di Napoli.
«Con riferimento all’utilizzo di ghiaccio non idoneo - prosegue la nota - si ribadisce quanto già ampiamente riportato e quanto emerge dall’Audit: “Viene richiesto al personale di sala di integrare il ghiaccio. Il personale locale chiede se sia necessario ghiaccio sterile o non sterile; l’équipe di espianto riferisce di aver considerato tale distinzione non rilevante ai fini della conservazione". La Direzione Generale ribadisce la propria piena fiducia nella magistratura, con la quale ha collaborato sin dall’inizio per fare chiarezza e individuare eventuali responsabilità in relazione a questo evento drammatico», conclude la nota dell'Azienda ospedaliera dei Colli.
LE ACCUSE DI BOLZANO
Criticità operative a carico del team di prelievo di Napoli. Questo è quanto emerge da una relazione inviata lo scorso 18 febbraio dal Dipartimento di Prevenzione sanitaria e Salute della Provincia autonoma di Bolzano al ministero della Salute.
Nella procedura chirurgica di espianto ci sarebbe stato «il drenaggio insufficiente durante la fase di perfusione, con conseguente massiva congestione di fegato e cuore, che ha richiesto un intervento correttivo emergente da parte del team di Innsbruck».
Inoltre, sarebbe stata riscontrata «una dotazione tecnica incompleta (sacche e contenitori forniti dal team di Innsbruck e dalla sala operatoria di Bolzano, insufficiente materiale refrigerante) e una incertezza in merito alla gestione dell'anticoagulazione (eparina)».
Successivamente, il team cardiochirurgico è stato trasferito con l'elicottero della Guardia di Finanza a Verona e poi in aereo a Napoli. "
Il feedback di follow-up del centro di Napoli «non è pervenuto tempestivamente. Attraverso il Cnt, Centro nazionale trapianti, in un primo momento, comunque, l'esito del trapianto di cuore non era chiaro; in seguito, è stato comunicato che il cuore sarebbe stato trapiantato e successivamente espiantato per disfunzione primaria dell'organo».
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