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Domenico, un audio nelle mani del pm

Il legale: «La scelta di consegnarla è dovuta a esigenze difensive». Patrizia Mercolino ribadisce: «Voglio giustizia»

Domenico, un audio nelle mani del pm

Patrizia Mercolino con l'avvocato Francesco Petruzzi

NAPOLI. Nuovo capitolo nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico, il bimbo di due anni cui era stato trapiantato un cuore bruciato. La mamma del bambino, Patrizia Mercolino, e l’avvocato Francesco Petruzzi, hanno consegnato in Procura una chiavetta con un audio registrato in una conversazione, di cui lei stessa è parte, del giorno in cui le viene comunicato, dopo la riunione dell'équipe interdisciplinare allargata agli esperti di tutta la nazione, che non c’è più niente da fare.

«In quella comunicazione le viene comunicata la diagnosi infausta e a farlo è il dottor Guido Oppido. In questa registrazione la madre chiede giustamente al medico perché poche ore prima aveva dichiarato Domenico trapiantabile, perché le avevano detto che era arrivato il cuore, e il dottore le dice che lo ha fatto solo per disperazione. A nostro avviso ciò è determinante ai fini dell’indagine», dice il legale.

«C’è un’ingerenza del medico in tutte le scelte, come abbiamo sempre detto. Oppido non aveva la serenità per poter continuare a essere il medico curante di Domenico e a scegliere ciò che il team doveva fare o non doveva fare. La scelta di consegnarla è dettata da una scelta difensiva. Ora abbiamo formalmente il nome degli indagati».

Al pm della Procura di Napoli, Giuseppe Tittaferrante, titolare del fascicolo che presenta al momento sette indagati, il legale ha anche chiesto di sentire la signora Patrizia «relativamente al tema dell’arrivo del cuore al Monaldi da Bolzano. La signora Patrizia continua a sostenere, e lo ha sempre fatto, che il cuore è arrivato alle 14.30, ma la scheda relativa è stata fatta alle 14.18. Giovedì 26 febbraio vengono effettuati gli accertamenti tecnici sui cellulari, e noi vogliamo dare prova che questa informazione della signora Patrizia non è sicuramente condizionata al l’esito di accertamenti tecnici».

Dal canto proprio, la madre di Domenico è chiara: «Oggi c’è il desiderio di chiarezza, il desiderio che venga fatta giustizia. Se mi fermo, resto lì a piangere e Domenico non lo vuole questo. Chiediamo giustizia; la verità, forse è arrivato il momento, me lo devono. La forza di continuare a battersi è da lui che mi arriva. Poi non dimentichiamo che ho altri due figli, quindi devo rimanere in piedi anche per loro».

IL BOTTA E RISPOSTA TRA BOLZANO E IL MONALDI

Intanto, il Nas di Trento ha inoltrato, secondo il quotidiano “Alto Adige”’, alla direzione medica dell'Azienda sanitaria dell'Alto Adige la richiesta su chi abbia fornito materialmente il ghiaccio secco che ha poi congelato il cuore destinato al piccolo Domenico e chi fosse presente nel blocco operatorio la mattina del 23 dicembre scorso.

I militari del Nas si sono fatti consegnare anche l’elenco di tutto il personale, di tutti i livelli professionali, coinvolto nell’intera procedura di espianto e trasporto del cuore e oggi all’ospedale di Bolzano arriveranno gli ispettori del ministero. Intanto, da una relazione inviata lo scorso 18 febbraio dal dipartimento di Prevenzione Sanitaria e Salute della Provincia Autonoma di Bolzano al Ministero della Salute, si legge che durante l’intervento di espianto del cuore del donatore, un bimbo altoatesino di 4 anni, erano emerse «significative criticità operative a carico del team di prelievo di Napoli, in particolare, in merito alla procedura chirurgica seguita, alla dotazione tecnica incompleta (con “insufficiente materiale refrigerante”) e all’incertezza “in merito alla gestione dell'anticoagulante (eparina)”».

Inoltre, si chiarisce che «Domenico è morto con il cuore arrivato da Bolzano nel petto» e che qualsiasi nuovo espianto sarebbe avvenuto se si fosse trovato un nuovo donatore. E dall’Azienda dei Colli arriva una replica.

In una nota si legge che «l’Azienda apprende che i Nas di Trento stanno conducendo un'inchiesta su quanto accaduto nella sala operatoria dell’ospedale di Bolzano, al fine di accertare chi abbia inserito il ghiaccio secco nel contenitore per il trasporto dell’organo, elemento determinante nella causazione del danno e al quale sono ascrivibili le conseguenze successive. Con riferimento all’utilizzo di ghiaccio non idoneo, si ribadisce quanto già ampiamente riportato e quanto emerge dall'Audit: “viene richiesto al personale di sala di integrare il ghiaccio. Il personale locale chiede se sia necessario ghiaccio sterile o non sterile; l'équipe di espianto riferisce di aver considerato tale distinzione non rilevante ai fini della conservazione”. La Direzione generale ribadisce la propria piena fiducia nella magistratura, con la quale ha collaborato sin dall’inizio per fare chiarezza e individuare eventuali responsabilità in relazione a questo evento drammatico».

LE COORDINATORE BANCARIE PER LE DONAZIONI

Intanto, è stato diffuso il numero per donare al Comitato Domenico Caliendo. L’Iban è IT65W03211034000521681616 20 e il numero di conto corrente 1452168161620.

MINUTO DI SILENZIO IN CONSIGLIO COMUNALE

Infine, i lavori del consiglio comunale di Napoli si sono aperti, ieri con la richiesta della presidente Enza Amato di osservare un minuto di silenzio in memoria di Domenico.

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