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La testimonianza

«Giustizia per il piccolo Domenico ma io sono stato salvato al Monaldi»

Luca Manco è stato recentemente sottoposto a trapianto di cuore presso il Centro Trapianti per adulti dell’ospedale Monaldi

«Giustizia per il piccolo Domenico ma io sono stato salvato al Monaldi»

Gentile redazione, sono un ragazzo di Napoli, recentemente sottoposto a trapianto di cuore presso il Centro Trapianti per adulti dell’ospedale Monaldi.

Alla luce dei gravissimi fatti recentemente riportati dagli organi di informazione, relativi al trapianto effettuato su un bambino al quale, secondo quanto emerso, sarebbe stato impiantato un cuore gravemente danneggiato, desidero esprimere la mia più profonda e sincera solidarietà alla sua famiglia per la tragedia vissuta.

Mi auguro che venga fatta piena luce sull’accaduto e che eventuali responsabilità siano accertate con rigore e trasparenza dalle autorità competenti. Allo stesso tempo, sento il dovere di condividere la mia esperienza personale.

È giusto che, se vi sono stati errori, vengano individuati e sanzionati, ma ritengo importante evitare che si generi una generalizzata sfiducia verso un intero reparto composto da professionisti che ogni giorno lavorano con dedizione per salvare vite umane.

Sono affetto da una rara cardiomiopatia genetica che nella mia famiglia ha causato diverse morti premature. Dopo anni di cure e l’impianto di un defibrillatore per aritmie maligne, nel 2025, con l’aggravarsi delle mie condizioni, mi sono rivolto al Centro Trapianti adulti del Monaldi (équipe distinta da quella pediatrica coinvolta nei fatti riportati).

Sono stato preso in carico con tempestività e grande professionalità. Ad aprile ho avuto tre arresti cardiaci, salvato dal defibrillatore. Sono stato inserito con urgenza in lista d’attesa e, dopo poco tempo, è arrivato un cuore compatibile. Operato d’urgenza, oggi sono vivo grazie alla competenza e alla dedizione dell’équipe che mi ha seguito.

Nel 2025 il Centro Trapianti del Monaldi ha inoltre registrato alte percentuali di sopravvivenza a un anno dal trapianto, posizionandosi tra i primi centri in Italia per risultati clinici, dato che testimonia il livello di eccellenza raggiunto dalla struttura.

In un momento in cui in Italia, e soprattutto in Campania, si registra una carenza di donazioni di organi, credo sia fondamentale raccontare anche le storie positive, per non scoraggiare chi è in lista d’attesa e chi sta valutando la donazione. 

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